Piano di Sviluppo Rurale, troppo pochi soldi spesi, ed un ritardo nella programmazione sull’utilizzo dei fondi europei che rischia, da anni, di trasformarsi in drammatico ritardo per l’agricoltura pugliese. Che di tutto ha bisogno tranne che di ritardi e di burocrazia.
E la capacità di spendere i finanziamenti europei messi a disposizione del Psr è uno degli indicatori principali del lavoro che avrebbe dovuto essere fatto ed invece è ancora chiuso nei cassetti della Regione Puglia.
A puntare l’indice contro la Regione Puglia, e Michele Emiliano, è Nino Marmo, presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia.
“Aver speso solo il 30% delle risorse disponibili – ricorda Marmo – del Piano di Sviluppo Rurale, con 20 punti in meno rispetto al dato nazionale, è un fatto grave che inchioda Emiliano e tutta la sua squadra di governo: la nostra agricoltura attraversa un momento drammatico e impedire alle aziende, a causa di una scarsissima (per non dire inesistente) capacità gestione e politica, di usufruire di milioni e milioni di euro significa essere autori di un fallimento vero sulla pelle dei cittadini”.
Le accuse sono chiare.
“Parliamo – dice Marmo – della programmazione 2007/2013 e siamo drammaticamente in ritardo: un rallentamento che intaccherà anche quella successiva del 2014/2020. Tutte queste criticità sono finite nel mirino della Commissione Ue e potrebbero determinare un disimpegno delle risorse. C’è qualcuno, Emiliano in primis, disposto a chiedere scusa agli agricoltori pugliesi? C’è qualcuno che abbia l’onestà intellettuale di assumersi la responsabilità di questo disastro? Avere delle risorse e non spenderle, buttandole dalla finestra, è un torto che il nostro mondo agricolo non merita e di questo qualcuno ha l’obbligo di darne conto”.











