Tutti si auspicavano il suo ritorno in Italia dopo l’esperienza in Premier League col Chelsea, soprattutto i tifosi dell’Inter che speravano nella buona riuscita della trattativa. Per fortuna per loro, e per il calcio italiano, così è stato. Antonio Conte, leccese doc, è il nuovo allenatore dell’Internazionale ed è pronto a rilanciare il club ed a portare trofei e gioie ai tifosi.

Proprio nell’anno in cui il “suo” Lecce riapproda in Serie A, Antonio Conte siederà sulla panchina nerazzurra, occupata fino a poche ore prima da Luciano Spalletti. Conte, dunque, affronterà il Lecce in Serie A e tornerà allo stadio Via Del Mare dove manca dal lontano 8 gennaio 2012, ultima annata in massima serie dei giallorossi, quando alla guida della Juventus si impose per 1 a 0 grazie al gol di Alessandro Matri.

Al termine di quella stagione il Lecce di Cosmi retrocesse, mentre i piemontesi vinsero lo scudetto aprendo di fatto il lungo periodo di egemonia che appare non ancora concluso. Ci proverà proprio Conte a intralciare i piani della sua Vecchia Signora.

La stagione dell’Inter, dunque, parte dalla certezza chiamata Antonio Conte che – secondo gli esperti di scommesse – darà alla squadra nerazzurra una dimensione che manca da ormai troppi anni.

 

La nuova avventura targata Conte

I tifosi del biscione devono aspettarsi una vera e propria rivoluzione rispetto al passato. Antonio Conte è pronto ad infondere alla “pazza Inter” il suo stile fatto di abnegazione, coesione e continuità nei risultati (finora vero tasto dolente della recente storia nerazzurra).

Si parte dal modulo e non potrebbe essere diversamente. Conte è stato il teorico del 3-5-2 dal gioco arioso e offensivo che ha rivoluzionato in meno di un decennio le realtà di Siena, Bari, Atalanta e ovviamente Juventus. I 3 di difesa, rocciosi colossi a guardia della rete mai troppo propositivi se non in rarissimi eventi. Il centrocampo fluido, con le ali pronte a ripiegare indietro o lanciarsi all’attacco sono un marchio di fabbrica. I due attaccanti sempre vicini e votati al dialogo costante dalla veemente vena realizzativa. Per quanto riguarda il centrocampo, grande importanza avranno gli esterni a partire da Ivan Perisic.

La sua avventura in nerazzurro sembrava vicina alla conclusione, ma Antonio Conte potrebbe a sorpresa decidere di puntare su di lui. Il croato, che in tal caso sarebbe chiamato a modificare un po’ il suo stile di gioco adattandosi a un ruolo a tutta fascia, potrebbe alternarsi con Kwadwo Asamoah sulla fascia sinistra dove Dalbert risulterebbe un esubero. A destra, invece, Candreva, Politano e D’Ambrosio verrebbero impiegati in base alla tipologia di gara da impostare.

Il suo calcio sarà aggressivo e verticale. Lo spogliatoio si trasforma in una vera truppa che attraverso il duro allenamento fisico e psicologico riesce a compattarsi nei momenti bui e rilassarsi solo a lavoro ultimato.

Il terzo e ultimo aspetto è rappresentato proprio dal materiale umano: i giocatori. Conte non ammetterà colpi di testa e scenate in stile primadonna di teatro. L’uso dei social verrà quanto meno diminuito o portato allo stretto necessario. La concentrazione e la coesione la faranno da padroni. E dalla conferenza stampa di presentazione si capito molto del Conte pensiero.

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Redazione
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