Sono gravi le accuse in conseguenza delle quali il primo cittadino di Apricena, Antonio Potenza, esponente della Lega, è stato arrestato e posto ai domiciliari insieme con altre due persone nell’ambito di una indagine della procura di Foggia su presunte irregolarità nelle gare per l’aggiudicazione di commesse pubbliche.
Gli altri due arrestati sono un altro amministratore pubblico e un imprenditore. L’ordinanza cautelare riguarda in tutto 15 persone: gli altri 12, tra pubblici ufficiali e professionisti, sono stati sottoposti a misure di natura interdittiva.
Le indagini, condotte dalla guardia di finanza, sarebbero partite dopo una denuncia su irregolarità nelle gare d’appalto nelle quali, secondo l’accusa, sarebbe stato favorito un imprenditore molto vicino al sindaco Potenza. Nel corso delle indagini sono stati accertati reati di natura fiscale, fatturazione per operazioni inesistenti, false dichiarazioni di redditi. I militari avrebbero anche accertato un episodio di concussione.
Il 26 maggio scorso il primo cittadino ha stravinto le elezioni comunali con il 71,52%, per la terza volta consecutiva. A dargli fiducia erano stati 5641 apricenesi.
Sull’appartenenza politica poi in serata è intervenuto Luigi D’Eramo, il parlamentare segretario regionale pugliese della Lega. “Nessuno strumentalizzi scaricando sulla Lega gli errori, sebbene presunti, di un singolo, eletto sindaco con una lista civica e avvicinatosi alla Lega (non risulta iscritto al momento) solo pochi mesi fa e senza alcun incarico di partito”.











