Il Governo va avanti piano sulla manovra. Ma con due tavoli separati e con due azionisti di maggioranza divisi su punti punti, anche fondanti, dell’agenda sul tavolo del premier Conte.
Nell’ultima settimana ufficiale di lavoro prima della pausa estiva il governo continua a preparare il terreno per la prossima legge di Bilancio ma le parti sociali saranno chiamate a due appuntamenti distinti. E distanti restano le posizioni dei gialloverdi sui due capitoli principali: taglio delle tasse e taglio del costo del lavoro.
Il primo vertice, questa mattina, a Palazzo Chigi, chiude una tre giorni di incontri con le parti sociali presieduti dal premier, Giuseppe Conte. Il secondo domani Viminale, davanti al vicepremier Matteo Salvini e allo stato maggiore della Lega.
Al primo tavolo, che segue gli incontri sul fisco e sul Piano per il Sud, si parlerà stavolta di lavoro e welfare con il Movimento 5 Stelle rappresentato dal vicepremier Luigi Di Maio e la Lega solo da alcuni dei luogotenenti di Salvini.
Per domani al Viminale invece sono attese rappresentanze di tutti i sindacati, ma non ci sarà il leader della Cgil Maurizio Landini. Sul tavolo della trattativa il costo del lavoro. Per i sindacati una riduzione del cuneo fiscale si deve tradurre in buste paga più pesanti. Confindustria invece spinge perchè la riduzione del cuneo fiscale venga utilizzato per arrivare all’introduzione del salario minimo. Ma questa soluzione a Lega e M5S non piace. Ai pentastellati piacerebbe che l’aggravio per i datori di lavoro legato alla paga minima a 9 euro venga compensato con un taglio del cuneo da 4 miliardi. per la Lega invece sarebbe meglio agire sul taglio delle tasse. Nell’incontro al Viminale alle parti sociali dovrebbe essere illustrato dai leghisti un po’ più nel dettaglio il pacchetto fiscale complessivo, che, oltre alla flat tax per il ceto medio comprende anche una nuova edizione della pace fiscale, con l’estensione del saldo e stralcio alle imprese in difficoltà.











