Un maestro. Semplicemente questo. Maestro di giornalismo e di politica. Gianni Mastrangelo nella sua vita è stato tutto questo e per tanti. Un esempio, uno stimolo per tutti coloro che hanno intrecciato la propria strada con la sua.

Un politico passionale

Più volte consigliere comunale a Gioia del Colle, due volte consigliere regionale e una legislatura come deputato tra i banchi di An, Consulente della Commissione parlamentare Mitrokhin e dirigente di An ad ogni livello. Questo il suo percorso politico senza mai trascurare la professione giornalistica che lo ha portato a scrivere per diverse testate tra cui Roma, Puglia d’oggi e Secolo d’Italia, a fondarne due come Fogli d’Informazione e Movimento e ha pubblicare anche dei libri.

Uomo brillante, vivo, aperto al dialogo ma fermo nelle sue idee, nei suoi princìpi che ne hanno caratterizzato la vita e la militanza politica.

Una figura come Mastrangelo, oggi sarebbe utilissima al centrodestra, spento com’è. A mio giudizio e visto da fuori, il centrodestra barese dovrebbe tenere vivo il ricordo e seguire la strada tracciata da uomini come il politico gioiese. Probabilmente, dovrebbe ritrovarsi e costruire una proposta politica solida e “gagliarda” come lo era lui, per essere una credibile alternativa al centrosinistra che da anni è l’unica proposta politica su Bari.

Il giornalista-ricercatore

Ma Mastrangelo non fu solo un politico ma anche un brillante giornalista e scrittore. Un piacere stargli vicino, ascoltarlo, parlarci. Stimolante confrontarsi con lui su temi politici o su questioni giornalistiche. Appassionato studioso degli intrighi di Stato, ha saputo dare il suo contributo da tecnico alla Commissione parlamentare Mitrokhin. Approdo naturale di questo studio furono due libri “Il Complotto Comunista” e “La luna rossa“.

Dal maestro Gianni ho cercato di imparare qualcosa di questa professione. Ricordo con piacere l’aula 1 di Scienze politiche piena di studenti per ascoltarlo in una lezione sul giornalismo politico nel corso “Penne libere” che organizzammo nel 1999. Citava Pinuccio Tatarella e spiegava ai ragazzi che sì, si può fare anche un giornalismo di parte ma non fazioso; che “La verità non è mai una, dipende sempre dal punto di vista da cui la si osserva”.

 

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Fabio Paparella
Giornalista pubblicista dal 2008. Ha scritto per Cuore Impavido (periodico universitario), Puglia d'oggi e Puglia in che dirige dal 2009. Appassionato di Puglia e innamorato di Bari, dove vive e lavora come funzionario Anci Puglia. Fondatore dell'associazione Scritture digitali. Cerca qualcuno disposto a cambiare insieme lo stato delle cose...