Sul fine vita e sull’intervento della Cei e dell’ordine dei medici che, all’indomani della Sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato non imputabile Marco Cappato per aver condotto Dj Fabo in una clinica Svizzera per il suicidio assistito,se ne sta parlando molto. Tra la necessità del diritto a scegliersi il modo migliore per mettere fine ad una vita di sofferenze, in determinate condizioni, e l’obiezione di coscienza invocata dall’assise vescovile. Si tratta di temi molto scottanti e delicati, che meriterebbero una seria e profonda riflessione sia legale che etica.
Anche di questo si parlerà a Bari nella tre giorni di congresso dell’Associazione Luca Coscioni.
“Leggo in questi giorni che ci sarebbero migliaia di colleghi medici pronti all’obiezione di coscienza qualora venisse promulgata – come speriamo- una legge sul suicidio assistito/eutanasia” –Dichiara il Dott. Mario Riccio, medico di Piergiorgio Welby e dirigente dell’Associazione Luca Coscioni.
“Credo sia legittimo e personalmente sostengo l’obiezione di coscienza anche in questo caso, considerando che anche in Svizzera l’intervento del medico è per la sola prescrizione. Ritengo però scorretto che tali colleghi e relative associazioni – come i medici cattolici – si arroghino il diritto di parlare a nome di tutta la classe medica. Ne rappresentano una parte, numericamente ridotta. Stiano sereni, nessuno vuole imporre niente a nessuno. Ma ci sono molti medici, tra cui il sottoscritto, pronti a far valere la volontà del paziente.
“E ‘ invece offensivo ed irrispettoso che il Presidente della FNOMCEO (Federazione Nazionale Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri ) dott Filippo Anelli assuma le stesse posizioni – continua Riccio – . Forse il Presidente Anelli dimentica che il suo ruolo è quello di rappresentare tutti gli iscritti e non solo la parte a cui lui evidentemente appartiene e di cui vuole sostenere le idee. Così facendo il collega Anelli abdica dal suo ruolo, utilizzando il suo ruolo nella FMNCEO per sostenere posizioni personali”
“Mi appello ai medici italiani che ritengono sia un dovere professionale quello di rispettare la volontà di paziente di manifestarsi – conclude Riccio -. La prima occasione è il Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, che si terrà a Bari dal 3 al 6 ottobre, dove decideremo le nuove iniziative e la costituzione di Comitati per una medicina laica e liberale.











