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Pagamenti digitali. Da strumento a uomini schedulati per essere al servizio del business

Qual è il casato, il lignaggio da cui proviene l’interazione uomo-macchina? Il business, l’unica grande famiglia in cui media, gruppi di interesse, finanza, trader, banche, assicurazioni, concordano. Tutto lavora affinché la grande casa madre della speculazione continui ad oliare i propri ingranaggi.

Quando ti fanno scegliere tra Tim, Vodafone, Tre, e mille altre promozioni, ti hanno già fregato. Non è una questione di concorrenza, la pubblicità, la subordinazione alla matrice del sistema primaria – il profitto – s’ingenera qualsiasi sia la vostra scelta, finché le opzioni sono limitate ad un ring che qualcun altro ha scelto per voi.

È un po’ come definire il titolo di “Campione del Mondo di pesi massimi” di boxe, in un circolo d’affiliati di dieci persone. C’è una discrepanza enorme tra parole e fatti. La stessa che sta nel momento in cui ti vendono con esilarante riso il progresso preconfezionato.

A Stoccolma l’80% delle attività commerciali accetta esclusivamente pagamenti con carta e/o digitali, la Svezia ha un primato in Europa perché ha iniziato ad impiantare microchip sotto pelle per assolvere alle transazioni. Sarebbero già 4mila in tre anni i cittadini dell’Unione ad essersi fatti inserire questo silicio nella mano con una siringa. Partono le richieste anche dall’Italia.

Ciò che genera confusione e non spaventa nel nostro Paese, è il fatto che queste evoluzioni alla stragrande parte del popolo sono ignote. Abbiamo difficoltà ad aprire un conto corrente, c’è gente dai 50 anni in poi che non ha mai usato ancora un bancomat, figuratevi i chip “da fantascienza”. Eppure tutto ciò inevitabilmente ci cadrà addosso, e neanche troppo lontano negli anni.

Senza però un retroterra culturale, senza una presa di coscienza, senza studiare oggi per rispondere domani, ci troveremo impreparati ma soprattutto ignari dei pericoli, coi nativi digitali inseriti così tanto dentro ad uno schermo del cellulare – che non obietteranno ma anzi applaudiranno felici – al display inserito direttamente nella retina.

Dai dispositivi medici come un braccio di supporto per i mutilati che hanno perso una funzione biologica, a gadget di ultima generazione da sostituire come un Iphone desueto. Dalla mela morsicata alla coscienza erosa, non sapremo più guidare, cucinare, usare un’arma, lavorare, orientarci, nulla.

L’evoluzione dello strumento di supporto – con la fisica quantistica, i robot empatici, e l’autoapprendimento dei processori – sarà che finiremo noi umani come strumento, una stampella della cibernetica. Fino a diventare totalmente inutili, privi di identità, emozioni, altro che transgender sessuali, l’obnubilamento sarà tale che carne viva ed elastomeri termoplastici (TPE, misto di gomma e plastica che simula la pelle umana nelle bambole del sesso evolute), non saranno più distinguibili.

Anche il senso materno verrà annientato, e allora sì che i campi di coltivazione di esseri umani dell’oscuro mondo immaginato dalle sorelle Wachowski, sarà vicino a noi. E sarà troppo tardi per ribellarci.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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