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“Strategie terapeutiche”, una nuova cura su misura per il paziente. L’esperienza di due medici pugliesi

Anche i due medici pugliesi Michele Simone direttore dell’unità complessa di chirurgia dell’Istituto oncologico di Bari e Matteo Tardio, dirigente medico di Casa Sollievo della sofferenza Opera Padre Pio di San Giovanni Rotondo hanno preso parte, insieme ad altri 36 chirurghi da tutta Italia, all’appuntamento di formazione dedicato alla chirurgia pancreatica realizzato nella struttura d’eccellenza dell’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda (VR). Focus della tre giorni l’approccio multidisciplinare e le strategie terapeutiche per offrire una cura su misura ai pazienti.

“Partecipare ad un corso come questo ha un obiettivo duplice: creare delle relazioni interregionali soprattutto con regioni virtuose da un punto di vista sanitario e per ciò che concerne il trattamento del tumore al pancreas. Il Professor Pederzoli fondatore dell’approccio multidisciplinare e l’ospedale di Peschiera sono un punto di riferimento e quindi un centro di continua formazione. Questo filo diretto ci permette di portare il nostro know – how, ovvero quello che incontriamo nella nostra Regione, a incontrarsi con l’innovazione tecnologica e terapeutica dell’Ospedale Pederzoli per riuscire, anche per quei pazienti che non possono essere spostati, a offrire le cure migliori”.

Queste le parole del chirurgo Michele Simone direttore dell’unità complessa di chirurgia dell’Istituto oncologico di Bari che insieme al chirurgo Matteo Tardio, dirigente medico di Casa Sollievo della sofferenza Opera Padre Pio di San Giovanni Rotondo, hanno partecipato alla quinta edizione del corso di chirurgia pancreatica organizzato dall’Unità di chirurgia pancreatica dell’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda.

“Un corso davvero utile e tenuto da validi professionisti – ha sottolineato il dottor Matteo Tardio – In questi giorni ho avuto modo di acquisire molto, del resto stiamo parlando di un centro che a livello nazionale e internazionale ricopre un ruolo importante per il trattamento del tumore al pancreas. Torno a casa con un bagaglio di conoscenza maggiore riguardo alle tecniche chirurgiche e il trattamento terapeutico della patologia. Aver partecipato a questi tre giorni significa anche aver attivato una comunicazione con l’Ospedale Pederzoli che ci consentirà di supportare maggiormente i nostri pazienti”.

Si è conclusa mercoledì scorso, 30 ottobre, la tre giorni, iniziata lunedì 28 ottobre, in cui i chirurghi specialisti hanno avuto modo di approfondire le tecniche chirurgiche e tematiche relative alla diagnosi e la gestione del paziente sottoposto a chirurgia pancreatica maggiore. Durante il corso è stata condotta una analisi approfondita dell’iter diagnostico terapeutico, dell’approccio multidisciplinare, il trattamento delle complicanze e la metodica mini invasiva per mezzo del robot.

L’Ospedale Pederzoli punta su quella che si definisce “strategia terapeutica”. Da qui l’obiettivo del corso.  Il concetto di “strategia” affonda le sue radici nell’approccio multidisciplinare, metodo che ha caratterizzato lo stile del gruppo chirurgico fondato dal Professor Paolo Pederzoli fin dagli anni ’80 e che vede coinvolti all’interno del percorso diagnostico/terapeutico diverse figure specialistiche (chirurghi, oncologi, radiologi e psicoterapeuti). “Da sempre sentiamo l’esigenza di trasmettere agli specialisti la necessità di unire le conoscenze dei settori coinvolti nel trattamento del tumore al pancreas – ha raccontato il Professor Paolo Pederzoli – Tutte queste competenze insieme ci permettono non solo di arrivare ad una corretta diagnosi, ma anche di riuscire ad individuare la strategia migliore da somministrare al singolo paziente”.

“Strategia significa inserire il paziente in un protocollo “mirato” che può prevedere l’utilizzo della chemioterapia prima dell’intervento chirurgico, altre volte invece l’ordine dei trattamenti deve essere invertito – ha spiegato il dottor Roberto Girelli, responsabile del centro terapie complementari del tumore al pancreas dell’Ospedale Pederzoli – Il chirurgo lavora spalla a spalla con l’oncologo, il radioterapista e con tutti i membri dell’équipe multidisciplinare. L’approccio alla chirurgia pancreatica moderna non è più esclusivo, come succedeva anni fa: oggi il chirurgo è inserito in un team multidisciplinare e discute ogni singolo caso con gli altri specialisti dedicati allo scopo di prescrivere un trattamento sempre più “personalizzato”.

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Redazione
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