A Taranto c’è preoccupazione, a Roma prosegue il braccio di ferro tra il Governo ed ArcelorMittal. Intanto non si ferma il presidio di lavoratoridavanti alla direzione dello stabilimento siderurgico a Taranto mentre uno stop di 24 ore in tutti gli stabilimenti prima programmato solo per Taranto, è stato proclamato dai sindacati Fiom, Fim e Uilm per tutta la giornata di domani.
La protesta partirà alle ore 7 del mattino e le segreterie territoriali definiranno le modalità di mobilitazione.
Intanto il ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli parlando alla Camera dei Deputati parla di recesso come l’ultimo di una serie di eventi. Secondo il ministro, ArcelorMittal era a conoscenza della scadenza della ‘protezione legale’ fin dal mese di marzo 2019. I deputati della Lega hanno esposto dei cartelli con la scritta “A casa voi, non gli operai dell’Ilva“.
“ArcelorMittal in nessun modo si impegna a produrre più di 4 milioni di tonnellate di acciaio l’anno e chiede 5 mila esuberi, non dà garanzie che queste siano misure di contingenza”. Così Patuanelli, parlando in Aula.
Intanto il Premier Conte è andato a colloquio al Quirinale per parlare della vicenda Ilva, mentre nel pomeriggio è previsto un incontro con i sindacati ed i rappresentanti degli Enti territoriali pugliesi (Comune di Taranto, Provincia e Regione Puglia).
Giuseppe Conte è salito questa mattina al Quirinale per un colloquio con il presidente Sergio Mattarella. Il presidente del Consiglio – si è appreso da fonti della maggioranza – ha riferito al capo dello stato dei suoi colloqui di ieri con la proprietà Arcelor Mittal e delle misure che possono essere messe in atto per trovare una soluzione alla crisi aziendale.











