Va avanti a Trani il processo per il crac della Casa Divina Provvidenza, l’ente che gestiva gli ex ospedali psichiatrici di Bisceglie, Foggia e Potenza. Stanno rispondendo ai giudici 12 imputati (inizialmente erano 14 i rinvii a giudizio, ma nel corso del procedimento due sono deceduti).
La richiesta della procura di Trani è di dodici condanne, da 6 mesi fino a 9 anni di reclusione.
Quattro anni e mezzo è la richiesta di condanna per l’ex senatore di Forza Italia Antonio Azzollini, mentre per gli ex direttori generali dell’ente, Dario Rizzi e Antonio Albano, l’accusa ha chiesto rispettivamente nove e cinque anni di carcere.
Sette anni di reclusione è la richiesta fatta nei confronti del consulente Antonio Battiante e sei anni e mezzo per suor Assunta Puzzello, a capo della Casa di procura Istituto Ancelle della Divina Provvidenza, considerata la “cassaforte” dell’ente.
Per gli imputati le accuse, a vario titolo, sono di bancarotta fraudolenta (anche aggravata e continuata) e per tre di loro anche di associazione a delinquere.
Prossima udienza il 28 novembre, quando la parola passerà all’avvocato Stefano Dardes, che rappresenta il commissario straordinario. Seguiranno le difese degli imputati, cui saranno dedicate anche le udienze del 12 e 19 dicembre. Entro le prime settimane del nuovo anno è, infine, attesa la sentenza del giudice di Trani.











