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Xylella – Ecco come sconfiggere la sputacchina. La ricerca illustrata in Regione da Forza Italia

Ne avevamo parlato ormai diversi mesi fa. Una soluzione per sconfiggere la Xylella in Puglia esiste, ed è stata ampiamente studiata e sperimentata. In Regione, però, al momento non c’è ancora questa consapevolezza.

Questa mattina i Consiglieri regionali di Forza Italia hanno illustrato la proposta di introdurre soprattutto nelle zone cuscinetto il macchcinario messo a punto da una azienda pugliese, prima delle audizioni dei ricercatori in 4^ Commissione.

Infatti su richiesta del Consigliere regionale Nino Marmo sono stati illustrati i risultati di una ricerca condotta congiuntamente da Università di Bari, Dipartimento di scienza del suolo della pianta e degli alimenti e Dyrecta Lab, società privata di ricerca pugliese, finalizzata al contrasto alla diffusione della xylella, specificatamente alla “sputacchina”, vettore privilegiato dal patogeno.

Il prof. Francesco Porcelli associato di Entomologia generale ed applicata, ha illustrato i risultati scientifici di una ricerca in base alla quale in un numero ragionevole di anni l’indice di mortalità della sputacchina sarebbe pari al 99%, con un efficace contenimento della diffusione della xylella, privata del mezzo di locomozione preferito.

Per contrastare la sputacchina la Dyrecta Lab ha messo a punto il prototipo di un macchinario per il trattamento della superficie erbacea attraverso la vaporizzazione di acqua ad alta temperatura, un meccanismo che comporta la distruzione della sputacchina.

L’intervento per avere efficacia dovrebbe essere programmato a cavallo tra la conclusione dell’inverso e l’inizio della primavera, dopo la deposizione delle uova e quando i soggetti non hanno raggiunto un’età adulta. Lo studio dell’Università di Bari pubblicato sulla rivista Nature, riporta il risultato di sperimentazioni sul campo condotte in agro di Conversano negli ultimi due anni e giunge alla conclusione che per ogni ciclo dei tre anni di intervento presi a campione, si otterrebbe una diminuzione del vettore pari all’80% per anno.

Se trasferita nella zona di contenimento oggi individuata tra Nord Brindisino e Sud Barese, l’avanzamento della xylella verrebbe arginato e delimitato, con l’abbattimento del 99% dei vettori utilizzabili dal patogeno per raggiungere le 150 specie vegetali nei quali prolifera, distruggendole.

Portare a conoscenza dei commissari è stato lo scopo dei promotori dell’audizione che hanno chiesto al presidente Donato Pentassuglia di predisporre per la prossima seduta una mozione con cui impegnare il governo regionale ad avvalersi della tecnologia messa a punto dalla ricerca pugliese.

“Il nostro obiettivo – sottolineano i i consiglieri regionali di Forza Italia Nino Marmo, Giandiego Gatta e Domenico Damascelli – è risolvere il dramma della Xylella e riteniamo di fare una proposta seria e concreta: abbattere la sputacchina, il vettore del batterio, mettendo in atto quanto emerso da una ricerca scientifica applicata”.

“La ricerca – proseguono – ha ottenuto anche il riconoscimento del ministero e bisognerebbe muoversi velocemente, specie sulla zona cuscinetto, per poter avviare gli interventi alla conclusione dell’inverno, ovvero prima che le uova di sputacchina si schiudano. Le risorse ci sono e tutta l’organizzazione potrebbe essere gestita dall’Arif e dal servizio fitosanitario regionale. Il prototipo del macchinario per l’abbattimento del vettore è costituito da due unità: una tecnologica di preriscaldamento ed immissione di vapore ad alta temperatura e, ove occorresse, di sostanze già autorizzate all’uso in campo aperto; ed un’altra composta da un carrello per l’erogazione del vapore. Come spiegato oggi dal prof Alessandro Massaro, direttore scientifico di Dyrecta Lab, che ha condotto la ricerca assieme al prof Francesco Porcelli dell’Università di Bari, lo studio ha dato esiti estremamente incoraggianti”.

E quindi: “Non si può più perdere tempo: noi, da opposizione che si propone di governare la Puglia, sosteniamo questo progetto perché è l’unico direttamente applicabile sul terreno e ci auguriamo che Emiliano prenda atto della sua concretezza e si attivi subito per organizzare gli interventi sul territorio. Lui ha rincorso teorie quasi “fantozziane” fino ad oggi, non dando alcuna risposta al dramma della Xylella. Noi ci affidiamo al mondo scientifico affinché si possa fermare l’avanzata del batterio che ha decimato i nostri ulivi e messo in ginocchio l’olivicoltura e il vivaismo pugliese. Bisogna fare presto, però, e fare in modo di arrivare alla prossima primavera con le carte in regola sotto il profilo organizzativo: tutta la zona cuscinetto deve diventare un campo sperimentale a cielo aperto. Adesso, tocca ad Emiliano decidere cosa fare: se continuare a restare fermo, mentre la Xylella avanza, o dare un segnale a tutta la Regione”.

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Redazione
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