L’Altoforno 2 dell’impianto di Taranto ex-Ilva, attualmente ArcelorMittal, è ancora pericoloso per la sicurezza dei lavoratori ed i lavori imposti tassativamente dalla magistratura non sono stati realizzati nei termini previsti. Ecco perchè il giudice Francesco Maccagnano ha rigettato l’istanza presentata dai commissari straordinari lo scorso 25 novembre, disponendo di fatto in maniera indiretta che l’impianto in cui nel 2015 perse la vita l’operaio Alessandro Morricella, debba essere fermato. Il magistrato ha chiarito che i dati “impongono di ritenere che i rischi cui sono attualmente sottoposti i soggetti operanti presso il piano di colata dell’Afo 2 siano ancora apprezzabilmente alti”.
Non sono bastate al giudice le documentazioni presentate dai commissari straordinari dell’Ilva che avevano chiesto altri 9 mesi di tempo per eseguire l’ultima prescrizione: l’automazione cosiddetta “Mat”, acronimo di “macchina a tappare“; i commissari avevano anche depositato come garanzia i documenti che dimostrano l’avvenuto pagamento alla società Paul Wurth, incaricata di eseguire i lavori, di 3,5 milioni di euro rispetto agli 11 complessivi che richiede l’operazione.
Una sorta di intendimento di buona volontà ad operare ma con la mancanza di tempo necessaria a completare una complessa operazione che, però, non ha convinto il giudice.
Secondo il giudice Maccagnano, infatti, “la pluriennale opera di ‘bilanciamento di interessi’” svolta per “tutelare la continuità produttiva e i livelli occupazionali di uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale” non può “essere ulteriormente proseguita” perché comprimerebbero il diritto alla salute stabilito dalla Costituzione e le norme contenute nel Testo Unico sulla sicurezza dei lavoratori”.
Non ci sono dubbi, per il togato. Il piano di colat” su cui gli operai svolgono una serie di operazioni tecniche è ancora fortemente rischioso: “dalla documentazione in atti non pare emergere che siano state formalmente emesse o aggiornate specifiche pratiche operative tali da attenuare l’esposizione dei lavoratori al rischio di essere investiti improvvisamente da gas e polveri ad alta temperatura”.
Nei prossimi giorni, quindi, dovrebbero partire le operazioni di spegnimento dell’impianto (programmato per il 13 dicembre, venerdì prossimo) anche se è chiaro che i Commissari presenteranno ricorso al tribunale del Riesame.











