Trent’anni anni fa, nel lontano 1989, iniziava l’attività sul territorio del Gruppo Locale di Bari di Greenpeace, gruppo di contatto della allora giovanissima Greenpeace Italia, nata solo 3 anni prima, il 30 luglio del 1986.
Da allora i volontari a livello locale si occupano di informare e sensibilizzare la popolazione sempre ed esclusivamente su tematiche nazionali e globali, attraverso anche molte attività nelle scuole e nelle università.
Riassumere in poche righe le tantissime campagne svolte in tutti questi anni dall’associazione è impossibile, ma una cosa è certa: sin dalla sua nascita, nelle sue innumerevoli battaglie il Greenpeace si è sempre attivato in prima linea, anche d’innanzi alle istituzioni, per denunciare i crimini ambientali e ad abbattere, attraverso la ricerca, il muro della disinformazione.
Solo con una corretta informazione, accompagnata da piccole e grandi iniziative di sensibilizzazione, è possibile agire in questa emergenza climatica che non conosce precedenti.
In occasione di questo importante traguardo abbiamo intervistato Massimiliano Boccone, uno dei principali coordinatori del Greenpeace gruppo locale di Bari.
Ciao Massimiliano, possiamo trarre un bilancio dei maggiori risultati conseguiti in questi ultimi anni?
“Certo, io coordino il gruppo di Bari da poco più di 10 anni, con esattezza dal settembre 2009. Le attività fatte in questi 10 anni sono tantissime, quasi impossibile riuscire a raccontarle in un tempo molto breve. Sicuramente i momenti più impegnativi sono stati quelli legati ai due referendum che abbiamo seguito più da vicino: quello sul nucleare e quello sulle trivellazioni. Entrambi molto impegnativi perché hanno richiesto molto tempo e più risorse. Il referendum sul nucleare è stato sicuramente un doppio successo, da un lato perché, per la prima volta, ci siamo messi in gioco su un argomento molto complesso in una situazione molto articolata e poi anche la soddisfazione di aver raggiunto l’obiettivo in quanto è stato ottenuto il quorum. Mentre il referendum sulle trivelle ha avuto il problema di aver a disposizione pochissimo tempo e purtroppo siamo riusciti a fare meno di quello che avremmo voluto. Il risultato finale è stato una grande vittoria del sì per fermare le trivelle, ma purtroppo non si è raggiunto il quorum del 50% più uno”.
Come giudichi quella esperienza?
“Nonostante ciò è stata comunque un’esperienza interessante perché abbiamo potuto interfacciarci con tantissime realtà territoriali, interagire con tante associazioni e tanti gruppi di cittadini. Un’altra soddisfazione è stata quella di aver avuto la fortuna di ospitare più volte le navi di Greenpeace nelle nostre parti. Nel 2010, 2016 e 2018 c’è stata la Rainbow Warrior nell’Adriatico sia a Bari, Monopoli che ad Ancona, e abbiamo avuto la possibilità di visitarla, viverla a bordo e di farla conoscere a tante persone. Inoltre, altre grandi soddisfazioni le abbiamo avute dalle campagne nazionali e internazionali che abbiamo portato avanti in questi anni, in quanto non ci limitiamo ad affrontare problematiche locali, ma agiamo sempre su campagne ad ampio respiro. Infatti è per questo motivo che siamo riusciti a importare e a diffondere sul territorio la maggiore informazione e sensibilizzazione su tematiche legate alla deforestazione, all’inquinamento dei mari e alla problematica della plastica”.
Avete in programma qualche evento celebrativo per questo trentennale?
“Abbiamo realizzato già da un po’ di settimane una serie di eventi e iniziative, ma la grande festa ci sarà giovedì 12 dicembre al Bilabì pub, con ingresso gratuito e un concerto live della band rock pugliese Rekkiabilly. Una bella serata, ricca di sorprese, aperta a tutta la cittadinanza, con la speranza che vengano più persone possibili”.
Lei trova che oggi questa maggiore attenzione mediatica sulle condizioni climatiche possa portare a risultati più tangibili rispetto al passato?
“Sicuramente c’è maggiore sensibilità e molta più attenzione, un po’ sia per il fenomeno di Greta Thunberg, un po’anche per i Fridays for future. La crisi climatica sta diventando sempre più importante e imponente, non si può più fare a meno che non esista. La gente inizia davvero a rendersi conto che stiamo in una situazione difficile e che per questo bisogna agire e fare qualcosa. Quindi tale problema non è più limitato all’associazione ambientalista, ma è un problema che è sentito in maniera sempre maggiore dalla popolazione e quindi questo ha alzato in maniera significativa il livello di attenzione e di sensibilità della gente, aiutandoci ad ottenere risultati migliori e dandoci anche più forza riguardo le nostre attività nelle scuole e nelle università.
Quest’anno avete avviato il programma “Plastica Zero ”, un’iniziativa locale attivata nel campo della ristorazione, in cui i locali che decidono di farne parte si impegnano a non utilizzare alcun tipo di plastica usa e getta. Come sta andando?
“Sta andando abbastanza bene, ci stanno contattando molti locali. Per ora ancora nessuno ha fatto il passo definitivo, però ci sono molti locali già pronti a far parte di questo network. Stiamo notando che anche a livello della ristorazione la sensibilità sta molto aumentando”.
Progetti futuri?
“Sicuramente il discorso della crisi ambientale, dell’emergenza climatica, continuerà ad essere dominante nelle nostre campagne. Tutte le nostre lotte ormai convergono su questa emergenza e quindi ci sarà molto lavoro a riguardo; inoltre, anche campagne non strettamente legate al clima avranno un focus su questo ambito. Si continuerà anche a fare tanto lavoro nelle scuole, ci chiamano spesso da ogni ordine e grado, ci sono eventi in calendario e poi altri aspetti che andranno a definirsi secondo quelle che sono le linee guida di Greenpeace Italia”.



















