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La Banca Popolare di Bari è stata Commissariata dalla Banca d’Italia. La decisione arriva subito prima un Consiglio dei Ministri dove la maggioranza è entrata in fibrillazione, ed il governo non è riuscito a varare il decreto per portare in salvo l’istituto barese, con un intervento attraverso un aumento di capitale di Mediocredito Centrale.
L’idea del Governo, infatti, è quella di varare un decreto di salvataggio dell’istituto, dal valore stimato di circa 1 miliardo.
Nonostante le rassicurazioni del premier Conte che ieri mattina erano arrivate da Bruxelles (“Nessun istituto bancario ha bisogno a oggi di interventi”), è in serata scoppia il bubbone legato all’istituto bancario di Bari. Nel pomeriggio intanto il Cda dell’istituto era stato convocato dalla Vigilanza di Banca d’Italia, dove . hanno deciso di commissariare l’istituto (Antonio Blandini ed Enrico Ajello i nuovi amministratori straordinari) per le perdite eccessive. Ma è dopo che si scatena il caos che aveva anche fatto pensare ad una possibile crisi della maggioranza Pd-M5S e, soprattutto, Italia Viva di Matteo Renzi.
Proprio quest’ultima forza politica, infatti, decide di disertare il Consiglio dei ministri convocato a tarda sera per un decreto che, secondo l’ordine del giorno, avrebbe dovuto porre le basi “per la realizzazione di una banca di investimenti” ponendo le basi per il salvataggio di BPB e di altri istituti che, con casi meno gravi, rientrano nella casistica delle Banche italiane in perdita ed esposte a rischio default.
“Dopo ampia discussione, il Consiglio dei ministri ha espresso la determinazione ad assumere tutte le iniziative necessarie a garantire la piena tutela degli interessi dei risparmiatori – si legge nella nota del Consiglio dei ministri – e a rafforzare il sistema creditizio a beneficio del sistema produttivo del Sud, in maniera pienamente compatibile con le azioni di responsabilità volte ad accertare le ragioni che hanno condotto al commissariamento della Banca”.
Per ampia discussione va inteso una serie di veti incrociati soprattutto tra renziani e grillini che hanno messo anche a rischio la tenuta della maggioranza.
Il veto M5S, con Di Maio che avverte: “Nessun decreto può passare senza un supplemento di riflessione” blocca il decreto. Il problema però è solo rinviato: un provvedimento è infatti necessario per garantire l’operatività della Banca, su cui è intervenuta Bankitalia con il commissariamento. Il Consiglio dei ministri avvia i suoi lavori e Gualtieri fa un’informativa, illustrando i contenuti dello schema del provvedimento.
LA DECISIONE DI BANKITALIA
Ai commissari Enrico Ajello e Antonio Blandini, assieme ai componenti del comitato di sorveglianza Livia Casale, Francesco Fioretto e Andrea Grosso, è stato affidato il compito di predisporre le “attività necessarie alla ricapitalizzazione” e di finalizzare le “negoziazioni con i soggetti che hanno già manifestato interesse all’intervento di rilancio”, cioè il Fitd e Mediocredito centrale. Ma per quest’ultimo è necessario un intervento del Governo che, appunto, ad oggi ancora non c’è stato a causa dei veti incrociati.
ITALIA VIVA
“La convocazione improvvisa di un Consiglio dei ministri sulle banche, senza alcuna condivisione e dopo aver espressamente escluso ogni forzatura o accelerazione su questa delicata materia, segna quindi un gravissimo punto di rottura nel metodo e nel merito” ha tuonato Luigi Marattin, vicepresidente dei deputati di Italia Viva.
LA NOTA DELLA BANCA POPOLARE DI BARI
La banca barese in serata emana una nota per rassicurare: “Proseguiamo regolarmente la nostra attività, la clientela può operare con la consueta fiducia”.
Ma di fatto la Popolare di Bari è la terza di tre partite (dopo Carige ed Mps) in cui l’Italia ha sonoramente perso la sfida con l’Ue: per l’istituto pugliese, in particolare, l’esecutivo precedente aveva varato un provvedimento che però è stato considerato aiuto di Stato da Bruxelles. Per cui si sostanzialmente perso tempo.
E ieri sera si è sfiorata la crisi di Governo per un provvedimento che, alla fine, probabilmente verrà varato lunedì prossimo o nella prossima riunione del Consiglio dei Ministri. Sempre che la maggioranza riesca a trovare la quadratura del cerchio.











