Un primo passaggio per la salvaguardia della produzione di acciaio a Taranto è stato quello di oggi in Tribunale. Per il momento, infatti, l’Altoforno 2 dell’impianto siderurgico di ArcelorMittal di Taranto non verrà spento. Il Tribunale del Riesame ha, quest’oggi, accolto il ricorso presentato dai commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria (proprietaria dell’impianto attualmente gestito da ArcelorMittal) contro la decisione dello scorso 10 dicembre del giudice Francesco Maccagnano di respingere l’istanza di proroga dell’uso dell’Altoforno 2.
Adesso i commissari avranno il tempo necessario per mettere a norma l’impianto in virtù di un contratto siglato con Paul Wurth da 11,5 milioni di euro.
Stop, dunque, all’ultima fase dello spegnimento che, secondo le disposizioni del tribunale ora superate, avrebbe dovuto spegnere l’impianto entro il mese di gennaio.
Può, invece, ripartire la trattativa tra ArcelorMittal e governo che dopo il pre-accordo del 20 dicembre scorso dovranno trovare un’intesa vincolante per il rilancio del polo siderurgico tarantino entro il prossimo 31 gennaio.
Lo stop evita anche il rischio che l’attuale cassa integrazione ordinaria per un numero massimo di 1.273 lavoratori potesse estendersi (diventando straordinaria) per oltre 3.500 addetti: questa era la mossa, infatti, annunciata dalla multinazionale franco-indiana, poi congelata.











