Foggia Libera Foggia. Questo pomeriggio ci saranno di fatto tutti per le strade di Foggia per la mobilitazione promossa da Libera per rispondere alla violenza criminale che in questi primi giorni dell’anno ha prodotto un omicidio e numerosi attentati con bombe ed esplosioni ad esercizi commerciali. Un invito alla partecipazione di tutti, dalla cittadinanza, alle associazioni, alle forze sindacali, agli studenti, agli amministratori, al mondo della chiesa fatta dal presidente di Libera, don Luigi Ciotti.
E la risposta è arrivata. In maniera trasversale e condivisa. Con rappresentanti di centrodestra e centrosinistra, con la società civile e le associazioni che, messe da parte almeno per un giorno divisioni ideologiche e bandiere, sfileranno per le strade di Foggia per urlare, tutti insieme, il proprio no alla criminalità organizzata ed il proprio si ad una città che possa finalmente essere libera e sicura. Ma soprattutto ci saranno i cittadini, tanti, di una Foggia che non vuole arrendersi ad una immagine di se’ fatta di bombe, intimidazioni, atti criminali, estorsioni e pistolettate.
La mobilitazione partirà alle ore 15,00 da viale Candelaro 27, luogo del primo omicidio dell’anno per concludersi alla fine di via Lanza. Dopo la partenza da viale Candelaro, il corteo attraverserà via San Severo, piazza Sant’Eligio, via della Repubblica, via Arpi. Passerà davanti alla Cattedrale, per imboccare piazza XX Settembre, corso Cairoli e concludersi in via Lanza.
“Davanti a questa violenza mafiosa, una cosa è certa bisogna schierarsi – è l’appello di Luigi Ciotti – per non lasciare sole le vittime di questa violenza, per non lasciare soli i rappresentati dello Stato, le forze dell’ordine, la magistratura impegnati quotidianamente in operazioni importanti ed efficaci. Per non lasciare soli i cittadini. Bisogna schierarsi come cittadinanza responsabile e valorizzare il lavoro di resistenza delle tante realtà di quel territorio che provano a costruire percorsi di bellezza e di cambiamento. Bisogna schierarsi per chiamare il male per nome e non girarsi dall’altra parte, perché il male non è solo di chi lo commette ma anche di chi assiste senza fare nulla per contrastarlo”.











