Se confrontiamo i giovedì di uscita 2019 – 2020, possiamo dedurre che il Cinema non sia ancora morto, ma molto dipende dalla qualità e dalla quantità delle pellicole, di qualità. Uscendo dai giochi di parole, giovedì 10 gennaio 2019 le sale avevano registrato un incasso di 953.277 euro, mentre giovedì 09 gennaio 2020 il botteghino complessivo ha segnato 1.288.835 euro. Un bel + 35,2%. Okay direte voi, c’era Zalone tornato in grande stile vincitore solitario dei campionati cinefili.

Vero, tuttavia ormai possiamo certificare l’arresto degli incassi, con 36 milioni di euro il passaparola è stato fortemente deleterio rispetto a Quo Vado?, che registrò un plateale trionfo da 65 milioni di euro complessivi. Eppure Tolo Tolo è partito con il primo giorno più proficuo di sempre – grazie all’enfasi, all’attesa del personaggio, ed al marchio di fabbrica che è Luca Medici.

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Quest’anno comunque c’è stata davvero un’ottima concorrenza, con film come La dea fortuna, 18 Regali, Hammamet, Il Primo Natale, il periodo è stato florido e la gente premia – è evidente – il buon prodotto. V’è però un anello mancante della catena, il trash d’autore. Ora che Zalone ha dimostrato la sua grandezza assoluta nella comicità intelligente, l’Italia è orfana di quella “stupida”, del beneamato cinepanettone divorato d’insulti dalla critica.

Una formula semplice, come il pane appena sfornato, e che però deliziava i palati delle masse. Non è nato un nuovo Lino Banfi, Pippo Franco, Renato Pozzetto, ecc. Gli ultimi divi di questo treno sono Boldi e De Sica. Trent’anni di film sempre uguali a sé stessi, eppure straordinariamente vincenti.

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Prendiamone in considerazione soltanto alcuni dei più fortunati, dai 15 milioni di euro di Merry Christmas del 2001 ai 28,3 milioni di Natale sul Nilo dell’anno successivo. Ma abbiamo anche i 23,5 milioni di Natale in crociera, i 23,6 milioni di Natale a New York (senza Boldi), ecc. ecc. Sono loro – è questo pubblico – che ha massacrato Checco Zalone per il nuovo film. Gli irriducibili della più effimera semplicità comica, senza cadere nel demenziale. Complicato? Sì, arduo davvero.

Il riso della gente è più difficile dei voti da raccogliere, perché è spontaneo, non è mosso da interesse, da finzione, dal gioco delle parti, dalla paura di perdere qualcosa o di non guadagnarla. Dopo Berlusconi non s’è più parlato di cortigiane a palazzo, e dopo i b-movie non si parla più di giullari di Paese.

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Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.