Una grande annata quella per la produzione olivicila italiana, e pugliese in particolare, che però è stata in gran parte vanificata da un incremento delle importazioni che, di fatto, penalizza soprattutto il comparto pugliese, da sempre punto di forza della nostra agricoltura e dell’intero sistema produttivo regionale.
Sulla vicenda interviene, con una nota, il consigliere regionale di Forza Italia, Domenico Damascelli.
“Un aumento delle importazioni di olio dall’estero che supera il 20%, nonostante sia stata un’annata di grande produzione olivicola per la Puglia, quasi record in termini di quantità. Una circostanza strana. Il Governo nazionale, dunque, dovrebbe fare controlli serissimi a tutela non solo dei produttori, ma anche dei consumatori. Va reso trasparente il percorso dell’olio importato, rendendo pubblico il luogo di provenienza estera e quello di destinazione in Italia, per combattette sistemi illeciti con cui vengono nazionalizzati prodotti non italiani”.
E nello specifico, Damascelli sottolinea: “Bisogna avere un quadro preciso della tracciabilità: sugli scaffali dei supermercati si trovano bottiglie d’olio intorno ai 3 euro e ciò significa che è sicuramente di scarsa qualità e di provenienza straniera, considerando che a quel prezzo non si riescono nemmeno a coprire i costi di produzione. Noi, però, abbiamo il dovere di tutelare i nostri olivicoltori, che fanno sforzi immani per offrire un prodotto di alta qualità. E dobbiamo tutelare i cittadini che spesso sono tratti in inganno da etichette poco trasparenti. Intanto la crisi del mercato oleario persiste, con quotazioni sempre più al ribasso. In tutto ciò, il Governo ha convocato riunioni romane senza dare risposte al settore, mentre la Regione Puglia continua a dormire. Avrebbe potuto e potrebbe ancora convocare un tavolo di filiera per promuovere l’olio nostrano, avrebbe potuto e potrebbe sollecitare il Governo nazionale ad avviare misure di controllo e verifica delle importazioni. E, invece, c’è il vuoto pneumatico. A danno di tutto un comparto olivicolo e dei consumatori”.











