Una partnership tra pubblico e privato per la realizzazione di una serie di opere di riqualificazione della rete idrica in Puglia. Questo il senso della newco prevista nel piano industriale di Acquedotto Pugliese che lo scorso 30 dicembre è stato approvato dalla Giunta Regionale di Puglia. Una scelta, quella dell’Ente Idrico, su cui ha puntato molto il presidente Emiliano, ma che non piace affatto a Fabiano Amati (Pd), che proprio sull’argomento ha dibattuto molto durante la campagna delle primarie di centrosinistra, né ad Antonella Laricchia (M5S), che proprio oggi è al vaglio degli iscritti alla piattaforma Rousseau insieme al collega consigliere regionale Mario Conca per la candidatura al ruolo di Presidente alle prossime elezioni regionali.
“Emiliano ha definitivamente buttato giù la maschera – ha detto quest’ultima – confermando di fatto il suo intento di privatizzare l’AQP. Senza il minimo rispetto sia per la volontà popolare chiaramente emersa con il referendum del 2011 che per il Consiglio regionale, non essendo mai venuto in Commissione, nonostante la richiesta di audizione da noi depositata subito dopo la presentazione della Newco da parte di Acquedotto Pugliese”.
“Lui che in aula – sottolinea la Laricchia – aveva dato a noi dei bugiardi e parlato di AQP come di una società autonoma le cui decisioni non dovevano passare dalla Giunta, ha ancora una volta smentito se stesso, approvando proprio in Giunta la delibera che dà il via libera alla Newco per servizi di progettazione, realizzazione e gestione delle opere idrauliche per il recupero delle perdite della rete. Un passaggio in Giunta che, come avevamo sottolineato, era necessario, con la conseguenza che la costituzione della Newco poteva essere bloccata”.
E gli fa eco, dicendo sostanzialmente cose simili, anche Fabiano Amati, che della maggioranza è componente, sia pure molto critico nei confronti di Emiliano.
“Credo che alla prossima riunione di maggioranza sarà indispensabile parlare con chiarezza, e senza nascondersi, del progetto AQP di costituire una società con i privati per la ricerca perdite e risanamento reti. La Giunta ha dato la sua approvazione, ma io resto contrario per i motivi che ho ampiamente esposto. A questo punto è opportuno capire quale programma si intende presentare agli elettori”.
“Costituire una società mista pubblico-privato – puntualizza Amati – comporta notevoli problemi tecnici e politici. Nei mesi scorsi li ho dettagliatamente esposti, senza ricevere alcuna risposta. Speriamo che nella prossima settimana si chiarisca definitivamente la questione, perché sulle modalità di gestione della risorsa idrica in Puglia non si possono ammettere ambiguità”.











