Un forte appello al sindaco di Bari Antonio Decaro è stato lanciato da un gruppo di operatori del benessere e dell’estetica (parrucchieri ed estetisti) che, operanti in città, hanno dovuto sospendere la propria attività in seguito alle misure retrittire imposte dai decreti governativi per fronteggiare la diffusione del contagio da Coronavirus.
Una sospensione che però troppe volte non ha coinvolto anche gli “abusivi”, un mondo sommerso ed al di fuori delle regole che fa del lavoro nero il proprio modo di operare e che non sta rispettando la quarantena, mettendo se possibile ancora più in crisi un settore già sotto stress.
Ecco il testo della lettera aperta inviata al primo cittadino di Bari, perchè possa farsi carico del problema.
Stim.mo Sig. Sindaco facciamo appello al suo ruolo e al suo desiderio di rendere la nostra Città e questo Comune un esempio per tanti altri. Secondo il nostro modesto parere uno degli errori che ha messo in difficoltà tanti Comuni, forse è stato quello di minimizzare certi problemi. Qualcuno evidenzia un problema e subito dopo qualcun altro lo sminuisce affermando cose tipo “il vero problema è un altro”.
Premesso questo, consapevoli dei numerosi di impegni che si ritroverà ad affrontare in questo periodo di emergenza, Le chiediamo, con tutte le forze, di intervenire quanto prima nei confronti delle estetiste abusive che nonostante tutto stanno girando per le case, o che ricevono clienti presso il proprio domicilio, violando le regole da diversi punti.
Non pagano Tasse, non pagano bollette come esercizio commerciale, non pagano dipendenti, non sono soggette ad autorizzazioni/pagamenti particolari per ASL, Comune, insegna, Tari, sicurezza sul lavoro ecc, non pagano affitto per lavorare, non rispettano le norme su igiene e sterilizzazione prevista per l’attrezzatura da lavoro, rischiano molto meno eventuali controlli da parte delle Autorità competenti (ASL, G.d.F., Polizia Locale ecc.) ed attualmente violano anche le leggi relative all’emergenza Coronavirus rischiando di diffondere lo stesso.
Inoltre, sovente non sono neanche più economiche delle professioniste in regola. Purtroppo non ci risulta che in passato fossero mai state scoperte e giustamente sanzionate, ma spero che ciò sia avvenuto. Spesso si tratta addirittura di donne che si improvvisano estetiste solo perché hanno effettuato qualche corso a pagamento di poche ore o hanno appreso qualcosa su manicure/pedicure ecc tramite il web…
Per farsi pubblicità usano molto il passaparola e i Social network, infatti per trovarle basta fare qualche ricerca on line sui social inserendo ad esempio la parola “Nails” o scrivendo un annuncio di richiesta conoscenza di estetista a domicilio e si potranno ricevere numerose risposte… Quindi se si vuole si può indagare ed intervenire abbastanza e senza molte difficoltà. Se non si affronta presto questa situazione, diversi centri estetici collasseranno rischiando di non riaprire più sia a causa della concorrenza sleale e sia per le l’obbligo di restare chiusi fino a quando l’emergenza lo permetterà.
Di conseguenza le estetiste in regola come potranno mai andare avanti per mantenere la famiglia? Saranno costrette a diventare abusive anche loro???!!!
Caro Sindaco, gli artigiani sono cuore vivo e pulsante di questa comunità. Oggi sono chiusi in casa e frustrati perché non possono lavorare, né essere vicini alla propria clientela conquistata, oserei dire, grazie ad anni di studi, corsi, competenza ed esperienza ventennale sul campo. Le abusive invece che continuano a lavorare “in nero” a domicilio, soprattutto in questo periodo si fanno beffa di chi paga regolarmente le tasse, dà lavoro, rispetta le leggi e rispetta la salute del prossimo. Questo è un crimine che Lei di certo si rifiuterà di diventarne complice.
Sarebbe giusto che le attività commerciali, che vendono i prodotti professionali specifici del settore, restassero chiuse come gli operatori regolari, altrimenti a chi vendono i loro prodotti in questo periodo?!?! Si deve evitare di rifornire i non professionisti per non agevolare così le abusive.
Sappiamo che la lotta all’abusivismo nel settore estetico non è semplice, ma speriamo che potrà dare adeguate disposizioni alla autorità competenti affinché cerchino di stroncare questo vergognoso fenomeno. Per opportuna informazione, sul sito web della Confestetica è possibile segnalare le estetiste abusive e viene garantito l’anonimato, ma realmente poi non si sa se vengono girate alle Forze di Polizia e se le stesse procedono con le indagini…
Per questi motivi Le chiediamo di denunciare questo fenomeno e aiutarci a debellarlo.
Confidiamo nella sua “voce” sperando che possa essere più ascoltata della nostra. La ringraziamo per la cortese attenzione che vorrà dedicarci inviandoLe i nostri più sinceri auguri per il Suo alto incarico e il Suo benessere personale.
Vive Cordialità”.











