Riaprire si, ma in sicurezza. Con tutte le precauzioni del caso. Si, ma bastano le intenzioni per poter far ripartire le attività di ristorazione? Ci sono paesi che da tempo hano fortemente puntato sulla gastronomia e sulla ristorazione. Come ad esempio Sammichele di Bari, noto per la sua speciale zampina, per le mozzarelle, il vino e per le tante rosticcerie che forniscono da decenni un servizio di qualità a migliaia di clienti.
Attività che praticamente da due mesi devono fare i conti con una difficile situazione e dove soltanto grazie all’asporto qualcosa si sta riuscendo a realizzare, certamente molto meno degli anni scorsi.
E dove conseguentemente il lavoro di centinaia di addetti e delle loro famiglie è in pericolo. L’amministrazione del piccolo centro dell’entroterra barese in questi giorni ha voluto stendere un vademecum operativo per rendere possibile l’apertura il più presto possibile di queste attività di ristorazione.
Una riapertura possibile, sostenibile, sicura e del tutto a norma di legge in una serie di comportamenti da tenere e di protocolli da attuare dentro e fuori i locali commerciali.
Queste regole sono state presentate questa mattina dal sindaco di Sammichele di Bari Lorenzo Netti, che ha anche inviato una missiva all’Anci Puglia con l’intento di contribuire a creare una proposta organica che possa portare ad una ripartenza economica di un settore tanto importante quanto strategico, e non soltanto per il paese di Sammichele.
Ne abbiamo parlato con lo stesso primo cittadino Lorenzo Netti.
Come è nata l’idea di queste proposte operative per agevolare la ripartenza del settore della ristorazione?
“L’idea è nata – spiega il sindaco di Sammichele Lorenzo Netti – da un confronto con l’ing. Cacucci per dare una mano ai ristoratori ad orientarsi in un momento in cui c’è un po’ di disorientamento e di confusione negli operatori che ormai sono fermi da due mesi. Una volta terminato il lavoro abbiamo pensato di metterlo a disposizione di tutti inviandolo all’Anci e ai vari dipartimenti che nei prossimi giorni saranno chiamati a predisporre delle linee guida”.
Disposizione dei tavoli, rigoroso mantenimento delle distanze, protezioni individuali per il personale. Cosa altro si può fare per poter ripartire?
“In questo momento è molto importante ripartire perché si rischia di perdere un settore importante della nostra economia. Oltre ad assicurare molti posti di lavoro la gastronomia contribuisce in maniera importante alla realizzazione di tante iniziative a livello locale e alla vita dei nostri paesi con le loro insegne e le loro illuminazioni”.
Quanta attesa c’è da parte degli operatori del settore?
“L’attesa è tanta perché gli operatori sono abituati a ritmi molto sostenuti e il fatto di dover stare fermi in maniera forzosa alimenta inevitabilmente in loro il disagio e la paura di vanificare i sacrifici di decenni”.
Sindaco, che giorni sono per chi è in prima linea nel controllo del territorio?
“Sono giorni difficili e pesanti perché stiamo affrontando una emergenza che era impensabile fino a qualche mese fa. Qualcosa di simile si poteva ritrovare in qualche film. I sindaci sono stati i reali punti di riferimento in una situazione che vedeva il governo legiferare in maniera confusa e i cittadini che chiedevano notizie e riponevano in noi le loro paure e le loro speranze”.











