Viaggiare mi ha dato molte fantastiche opportunità e tra queste quella di entrare in contatto con tanta gente diversa, di contaminarmi. I miei studi sono sempre stati trasversali e lo studio della terza scienza (studio dei sistemi adattivi complessi) ha instillato in me la curiosità di comprendere i flussi, le influenze, l’insieme, cercando di ricostruire senza perdersi una visione olistica delle cose. Questo ha ulteriormente influenzato i miei studi e mi regala molte ore in cui faccio ricerca su fenomeni apparentemente marginali ma che in realtà esercitano “influenze” precise e determinanti anche se spesso sottovalutate dagli altri approcci di ricerca. Ma viaggiare mi ha dato anche un’altra risorsa. Il tempo di poter leggere rannicchiato nelle sale d’aspetto, comodamente annoiato su aerei, sballottato su navi e bus. Da sempre amo gli audiolibri, (il primo era su un disco 45 giri che mi regalò mia madre, credo fosse la storia dei “i tre piccoli porcellini”, il secondo audiolibro arrivò quasi 25 anni dopo era “The kid stays in the picture” la biografia di uno dei più controversi produttori cinematografici di Hollywood, Robert Hevans. Era su audiocassetta e lo comprai quando vivevo negli USA).

Oggi gli audiolibri sono più comuni e si scaricano facilmente direttamente sullo smart phone, li ascolto avidamente facendo sport, guidando e quando non posso leggere. Non disdegno neanche gli E-Book e possiedo un Kindle che mi trascino dietro in ogni viaggio. Leggo di tutto, prevalentemente saggi, filosofia, manuali, articoli di giornali scientifici e di periodici, tesi di laurea e rari incunaboli. Ci sono libri che hanno un odore, una presenza, dei materiali che travalicano ogni oggettiva dottrina in essi racchiusa. Adoro quando possibile andare alle fonti e questo richiede un’enorme pazienza e destreggiarsi in lingue che spesso sono a me incomprensibili. Lo sforzo di trovare traduzioni diverse e poterle confrontare è importante quando non si può comprendere direttamente. Studiare e ricercare con metodo richiede tempo, passione, dedizione e disciplina. Spesso si parte con un autore e attraverso le sue citazioni si scoprono altri testi e autori, alcuni interessanti altri… meno.

“Perché è così difficile capire chi non conosciamo”

Parleremo oggi di uno scrittore, divulgatore, giornalista, che considero di grande rilevanza Michael Gladwell e qualcuno ha scritto che il suo genere è talmente innovativo che si potrebbe parlare di “Gladwellismo”. Il suo modo di scrivere saggi è sempre avvincente e il suo ultimo libro “Talking to strangers” (Il dilemma dello sconosciuto. Perché è così difficile capire chi non conosciamo. UTET 2020) si è trasformato anche in un Audiolibro particolare in cui partecipano molti degli intervistati in prima persona e c’è una colonna sonora a fare da “fil rouge” al testo. Un libro fa perno sulle differenze culturali, sulla nostra incapacità di superare alcuni pregiudizi. Come sempre è per me un trampolino di lancio, un ottimo punto di partenza per nuove ricerche e approfondimenti sulle scienze sociali. Come spesso accade con i libri di questo autore si legge con trepidazione e a tratti come un thriller. Il libro si apre con l’arresto (in Texas USA) di una giovane donna afroamericana da parte di un poliziotto bianco. Come nota Gladwell, è stato uno dei numerosi incidenti in cui il comportamento aggressivo degli agenti di polizia ha ispirato la nascita del movimento “Black Lives Matter”, ma molti sono i casi famosi che analizza e l’interesse per l’autore ed il testo è tutt’altro che politico, riguarda piuttosto come detto le scienze sociali. Nel libro è citato anche un altro autore e ricercatore (T. Livine) degno di nota in quanto protagonista di un programma decennale di ricerca empirica che culmina in una nuova teoria dell’inganno, quella della “Verità-Default”. Insomma, un testo per comprendere e imparare, per trovare nuovi spunti e ragioni di coesistenza e condivisione. Se già conoscevate Gladwell non rimarrete delusi, se questo è il suo prima libro che vi ritrovate tra le mani sarà un buon inizio.

 

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Gabriele Andreoli
Prof. Gabriele Andreoli, socio “dell’American Society of Diplomacy and Political Science”, professore onorario dell’università Cattolica, Miami, USA, accademico in scienze sociali IASS, Florida, USA, scrittore e ricercatore.