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“Storie di vite e di lotte ” il primo cortometraggio su Villa Roth di Simone Giovine

Ieri sera nella storica ottocentesca Villa Roth, nel pieno rispetto della sicurezza, è stato proiettato il  cortometraggio “Storie di vite e di lotte“, realizzato dal filmmaker e fotografo Simone Giovine nell’estate 2019. Il primo cortometraggio sulla villa che racconta come i membri della comunità si siano riappropriati con il tempo del diritto di abitare dignitosamente, grazie all’autorganizzazione. A seguire anche un’assemblea pubblica per ribadire le istanze sulle problematiche relative all’ iscrizione anagrafica delle persone straniere riportate in una lettera aperta all’amministrazione del Comune di Bari, dalla quale non si ha ancora ricevuto risposta. l’evento ha visto l’impegno organizzativo di molte associazioni culturali come Bari Pride,  Arci Bari , Mixed lgbti, Gruppo Lavoro Rifugiati, Questioni Morali, Armata Brancaleone, ExpostModerno, Bread&Roses spazio di mutuo soccorse, Solidaria Bari e Ortocircuito Bari, con lo scopo di rivalorizzare il senso culturale di  Villa Roth, da sempre oggetto di controversie e discriminazioni

La storica abitazione, infatti, non è solo un imponente immobile di proprietà del Comune di Bari, situato nel cuore di san Pasquale, riaperto e riutilizzato a scopo abitativo dall’ottobre 2015. Per molti senza fissa dimora Villa Roth è casa, un simbolo alla lotta ai diritti inalienabili della persona. Una comunità aperta in cui immigrati e nativi convivono, ogni giorno, in autogestione costruendo una realtà fuori da ogni stereotipo e pregiudizio. Il produttore durante le riprese ha vissuto dentro la villa, avendo così modo di entrare dentro i meccanismi della comunità e di poter denunciare tematiche importanti come la mancanza di una casa e lo sfruttamento dei campi nel foggiano. Diventa, infatti, sempre più complicato anche a Bari per i senza fissa dimora accedere all’iscrizione anagrafica e alla residenza, con conseguenza sull’accesso alle cure sanitarie.

Inoltre, la serata è stata un’occasione anche per fare del cinema un segno di lotta alle ingiustizie sociali in un ambiente di comunità. Di racconti sull’immigrazione ce ne sono tanti e spesso presuppongono gli stessi stereotipi di assistenzialismo, necessità e bisogno. Invece il lavoro di Simone va controcorrente in quanto utilizza un tipo di narrazione che lascia emergere lo spirito di iniziativa di una comunità di immigrati e nativi che si è con il tempo  riappropriata  del loro diritto all’abitare dignitosamente.

Villa Roth diventa così un buon esempio di condivisione e solidarietà  per dire finalmente basta all’ipocrisia discriminatoria su cui si fonda la nostra società, fungendo da punto di partenza per un modello di convivenza migliore non solo a Bari, ma in tutta Italia. E per poter comprendere questa realtà bisogna entrare in Villa Roth con l’umiltà di imparare e non di insegnare.

Qui di seguito è riportata la lettera che lo sportello Fuori Mercato della Comunità Villa Roth presenta alle amministrazioni comunali sulle evidenti problematiche relative alla iscrizione anagrafica delle persone straniere, senza fissa dimora e richiedenti asilo.

– Lettera al Sindaco di Bari in italiano:
– Lettera al Sindaco di Bari in inglese:
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Roberta Lobascio
Roberta Lobascio
Classe '90,laureata alla magistrale di scienze dell'informazione e editoriale. Appassionata di giornalismo: dal 2015 collabora con varie testate locali e blog culturali. Da sempre sostenitrice dell'informazione corretta, contro ogni manipolazione.

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