Si complica maledettamente questa stagione per il Lecce dopo la sconfitta appena maturata al Via del Mare contro la Sampdoria. E’ davvero un brutto Lecce, non tanto sul piano del gioco, ma su quello caratteriale. Poca rabbia agonista, poca voglia di fare. L’emblema di questo atteggiamento arrendevole è, secondo chi scrive, Barak che a cinque minuti dalla fine del match arriva sulla palla del 2 a 2 come se fosse un allenamento. Assenza totale di mordente e tiro tra le braccia del portiere. E’ vero che un’azione non può cambiare una partita, ma questa azione descrive molto bene la partita appena conclusa.
Ora, come detto, serve quasi un’impresa al Lecce per evitare la Serie B. La Sampdoria, sul fronte opposto, non brilla, anzi. Fa più o meno quello che fanno gli uomini di Liverani, controlla la gara, prova a pungere non troppo convintamente, ma ottiene, in più, un rigore molto generoso che decide il match. Rocchi, da questo punto di vista, condiziona una gara troppo delicata. L’intervento di Paz appare tutt’altro che falloso. Una gara brutta, insomma, decisa da tre rigori destinati, come detto, a fare discutere.
Il primo tempo
Le due squadre iniziano in maniera guardinga a studiarsi, come da previsioni neanche troppo difficili da immaginare. Al sesto minuto è il difensore Meccariello ad impegnare di testa Audero, mentre al decimo Bonazzoli prova a sorprendere Gabriel che invece è attento a deviare il pallonetto in calcio d’angolo. La partita non è di quelle che resteranno alla storia, ma la motivazione, i punti in palio, è una causa più che comprensibile. Le squadre sono contratte e più attente dietro che in mezzo al campo. La paura di perdere e di tornare a casa con 0 punti condiziona al punto da credere che forse il pari non è così male. Nel Lecce Donati con le sue sgroppate crea brividi, mentre Calderoni va avanti un po’ col freno a mano. Nella Sampdoria la qualità in mezzo al campo si fa sentire e spesso le azioni partono proprio dal centro.
Al trentanovesimo la prima svolta. Il primo rigore per i doriani per fallo di Tachtsidis, discutibile. Ramirez realizza nonostante la parata di Gabriel. Il portiere brasiliano è sfortunato e il rimpallo sulla traversa finisce in gol dopo un rimbalzo stranissimo.
Il secondo tempo
Liverani manda in campo Babacar e Petriccione per provare a inventare qualcosa. E’, però, Saponara a svegliarsi e a procurarsi il rigore che al quarantanovesimo Mancosu realizza. Il Lecce ora è un’altra squadra. Ci crede, attacca, chiude la Samp nella sua metà campo. Falco e Babacar funzionano. Al cinquantatreesimo il primo prova dalla distanza a sorprendere Audero, ma il portiere blucerchiato risponde bene. Paradossalmente, però, proprio nel momento in cui non meriterebbe di subire, la situazione si complica. Paz interviene in area di rigore in scivolata sul pallone, ma per Rocchi è rigore. Siamo al minuto 75 e il campionato del Lecce è ad una svolta clamorosa. 2 a 1 sotto in casa contro la Sampdoria.
La botta è troppo forte, ma i giallorossi ci mettono del loro. All’ottantacinqueismo Barak avrebbe la palla del pari. Se non fosse che arriva alla conclusione, da buona posizione, senza alcuna cattiveria, e il tiro non crea alcun pericolo ad Audero. Una brutta metafora della gara disputata ora. Nonostante i sette minuti di recupero non succede nulla.
Da un punto di vista prettamente numerico si può dire che non cambia nulla, il Lecce è ancora a -1 dalla quart’ultima. Dal punto di vista del morale, però, succede tanto. Ora rialzarsi sarà davvero dura. I prossimi giorni ci diranno quanto i giallorossi tengono a questa Serie A.













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