Argomenti dell'articolo
Termeinata in maniera triste e romantica la stagione in Serie A dell’US Lecce, è tempo di fare i bilanci di quello che è stato, prima di lasciare spazio alla programmazione, al ragionamento e al mercato.
La Serie A è stata una importante vetrina per alcuni giocatori che si sono messi in mostra e hanno dimostrato di non sfigurare nella Massima Serie. Alcuni hanno avuto poco spazio e tra questi c’è chi potrebbe ritornare utile nella Serie Cadetta, e chi, per mancanza di stimoli, lasciare definitivamente Lecce. Secondo chi scrive, dovrebbero appartenere alla prima categoria giocatori come Meccariello e Majer, due professionisti esemplari che, quando chiamati in causa, hanno dimostrato professionalità e qualità.
Il bilancio che stiamo per scrivere, come dicevamo, deve tenere conto di tutti gli aspetti di questa stagione, seppur strana e unica nel suo genere. Va ricordato, come sottolineato da Mister Ranieri, uno capace di vincere un Campionato Inglese con il Leicester, che prima della chiusura per coronavirus il Lecce era la squadra che, tra le piccole, stava giocando meglio. La storia non si fa con i se e con i ma, tuttavia c’erano, in quel momento, grossissime opportunità di salvezza per il team del Presidente Sticchi Damiani.
Portieri
Gabriel, voto 7. Qualunque portiere di una squadra che subisce 85 gol in un campionato, facendo il record negativo, avrebbe preso un voto pessimo. Ma lui merita la sufficienza piena perché, seppur con qualche sbavatura, ha il grosso merito di salvarne almeno altri 85, di gol. Si espone, come tutta la difesa, al progetto tattico di Liverani votato all’attacco e rimane a volte ultimo baluardo contro gli attacchi avversari. Il suo 7 è anche frutto del 5 di alcune prestazioni, con degli errori grossolani soprattutto in fase di ripartenza, e del 9 pieno in alcune giornate dove salva il risultato.
Vigorito, voto 5,5. Il secondo, chiamato in causa da gennaio a febbraio per sostituire Gabriel, non è stato propriamente impeccabile. Su di lui pesano anche le 5 reti subite nel Terzo Turno di Coppa Italia contro la Spal.
Difensori
Calderoni, voto 6,5. Molto meglio la prima parte della stagione che la seconda. Il gol al Milan lo fa entrare nella storia. Nella seconda parte paga qualche infortunio di troppo, ma è comunque uno dei migliori elementi di quest’anno.
Lucioni, voto 6. Il centrale difensivo paga il mancato sostegno di un giocatore come Rossettini che, a conti fatti, potrebbe dare esperienza e tenacità alla difesa, caratteristiche che, di fatto, vengono meno. Autore di alcuni gol meravigliosi e decisivi ma anche di errori non da lui. E’ il più presente della squadra con 36 presenze, al di là degli evidenti limiti è il vice capitano perfetto.
Meccariello, voto 6. L’ex Brescia è a disposizione del mister, dopo un’annata meravigliosa in B. Si comporta da professionista e quando viene chiamato in causa lo dimostra. Un gol nell’ultima giornata rappresenta l’atto finale di un campionato serio.
Rossettini, voto 4.5. Il difensore centrale proveniente dal Genoa doveva dare esperienza, ma anche solidità alla difesa e magari, qualche volta, farsi vedere in fase offensiva. Non gli riesce nulla di tutto questo, nonostante le premesse. Il reparto tutto ne risente.
Paz, voto 5,5. Arriva dal Bologna a metà stagione, non parte da titolare fisso, ma lo diventa con l’infortunio di Rossettini. Il suo campionato è senza grossi scossoni, in positivo o in negativo.
Dell’Orco, voto 5. Il terzino non fa il salto di qualità. Arrivato dal Sassuolo con grandi speranze, non riesce a incidere, né a sostituire Calderoni degnamente quando chiamato in causa. Nel finale di stagione, si nota un leggero miglioramento e inserimento negli schemi di Liverani. Troppo tardi, peccato.
Vera, voto 5,5. Il ragazzo sarà sicuramente il futuro della difesa leccese. A 21 anni colleziona 8 presenze in A giocando in diversi ruoli. Può tornare utile alla causa. Si spera possa inserirsi meglio.
Donati, voto 7. Il terzino destro rappresenta uno dei migliori acquisti di gennaio. Da svincolato si aggrega alla squadra con umiltà mettendosi a disposizione del mister. Il Lecce, dopo un periodo di prova, lo tessera e gli dà fiducia. Lui la ripaga abbondantemente essendo sempre l’ultimo a mollare. Gioca a destra, a sinistra, al centro. Sempre in maniera generosa.
Rispoli, voto 5,5. L’ex Palermo delude un po’ soprattutto nella prima parte di stagione dove viene chiamato a rimpiazzare Benzar, oggetto sconosciuto. Nella seconda, forse senza la responsabilità di essere titolare fisso, con l’arrivo di Donati, acquisisce un po’ di sicurezza in più.
Benzar, voto 4. Rappresenta uno dei fallimenti del mercato leccese. Mercato che, va detto, ha prodotto anche ottimi innesti. Ma il rumeno non è tra questi.
Centrocampisti
Petriccione, voto 6,5. Il 4 leccese non delude. Si conferma giocatore di qualità capace di fare da collegamento tra difesa e attacco con intuizioni che potrebbero farlo diventare un grande calciatore. Non trova il gol, ma si rende utilissimo in fase di suggerimento.
Tachtsidis, voto 5. Il centrocampista greco, a parte un paio di partite, non lascia il segno, anzi. Troppo spesso discontinuo, rallenta il gioco e non vivacizza mai come piace a Liverani.
Barak, voto 6,5. Il ceco si mette a disposizione della squadra, dando peso e qualità al centrocampo. Il rimpianto di non averlo avuto dalla prima giornata aumenta la delusione per una retrocessione.
Shakhov, voto 5. Il centrocampista ucraino non brilla. Nel finale di stagione fa vedere spunti degni ma il campionato è tutto sommato opaco. Doveva fare il vice-Mancosu, spesso viene utilizzato al centro, a volte addirittura in attacco. Non dà dinamismo all’azione offensiva leccese.
Majer, voto 6,5. Dimostra di essere sempre a disposizione e, quando chiamato in causa, risponde presente. E’ esattamente, secondo chi scrive, l’elemento che serve al Lecce in questo momento di rinascita.
Deiola, voto 6. Finché è attivo rende un servizio positivo ai giallorossi. Poi l’infortunio lo ferma.
Saponara, voto 5,5. Il suo campionato non è negativo. Ma le sue potenzialità sono altre e non vengono sfruttate al 100 per cento. Peccato.
Mancosu, voto 7,5. Il capitano è protagonista di una stagione quasi perfetta. Si prende sulle spalle la squadra e la trascina in giro per l’Italia a imporre il proprio gioco. Rimane agli annali il meraviglioso gol di Napoli e la sua determinazione nel calciare i penalty importanti. Ne sbaglia due, sì. Ma ne realizza 9 e soprattutto non si tira mai indietro quando c’è da assumersi la responsabilità.
Imbula, voto 4. Come Benzar è un investimento errato.
Tabanelli, voto 6,5. Il centrocampista andato via a gennaio, finché è in rosa, dà, come sappiamo, il massimo, lottando e cercando di essere utile alla causa.
Attaccanti
Farias, voto 5,5. Non incide nonostante le sue potenzialità. Un giocatore simile a Falco sarebbe servito moltissimo per dare ancora maggior peso all’attacco e non dare riferimenti agli avversari. Uno dei grossi rimpianti di questo campionato.
Falco, voto 7. Fa esaltare quando parte palla al piede. Punta l’avversario. E inventa. Non riesce, però, nell’impresa di trascinare l’attacco oltre ogni limite. Un giocatore a cui non si può rimproverare nulla.
Lapadula, voto 7,5. L’attaccante dimostra di volersi riscattare e di tenere ai colori giallorossi. Gioca, a volte, anche da infortunato per sopperire all’assenza di Babacar. E’ anche lui, come Donati e Mancosu, l’ultimo a mollare.
Babacar, voto 4. La responsabilità della retrocessione è per grandi porzioni sua. Il discorso è innanzitutto numerico. Il senegalese costa al Lecce oltre 5 milioni. La squadra retrocede per 5 punti. Sono mancati praticamente i suoi gol. Con 3 reti realizzate il suo campionato è un disastro. Avrebbe dovuto almeno toccare quota 8-9, in quel modo avrebbe consegnato al Lecce i punti mancanti. Ma il discorso non è solo numerico. L’atteggiamento del giocatore non concilia con il calcio.
La Mantia, voto 6,5. Un’altra bandiera giallorossa andata via durante un mercato strano di gennaio. Uno che avrebbe fatto comodo dopo la ripresa. Sia per i tanti infortuni sia per la sua abnegazione. Fino a che è in rosa, anche lui come Tabanelli, dà il massimo.
Liverani, voto 6,5. Un minuto dopo la retrocessione si prende la responsabilità del fatto, dimostrando coraggio, onestà e rispetto. Regala ai salentini l’ennesima stagione da sogno, nonostante il finale, e proietta il Lecce nel calcio che conta. La sua idea di gioco è bella da vedere, anche se espone il reparto difensivo alle scorribande avversarie
Sticchi Damiani, voto 6,5. Anche lui come Liverani regala un sogno ai tifosi leccesi. Un signore prima, durante e dopo il match, anche quando a microfoni accesi c’è da commentare qualche fatto poco chiaro a svantaggio del Lecce. Mai sopra le righe. Sempre a favore del territorio leccese. Se il Lecce può sperare in una pronta risalita in A il merito è della società seria che c’è dietro e lui è il generale al comando.




















