Ci sono una giapponese e due italiani su un palco. No, non è l’incipit di una barzelletta ma l’inizio del racconto del concerto dei Blonde Redhead di venerdì 27 marzo. Come spesso accade a Bari quando i protagonisti sono ricercati interpreti della scena indie internazionale, il palco è quello del Demodè, Gli organizzatori, invece, sono il neonato Collettivo Base, che hanno bagnato la prima uscita con il sold out dei Verdena, sempre sul palcoscenico alle porte di Bari.
I Blonde Redhead, nati a New York dall’incontro fra la giapponese Kazu Makino e i gemelli italiani trapiantati in Canada Amedeo e Simone Pace, sono sulla scena dal 1993. Otto gli album realizzati nel corso della ventennale carriera del gruppo, tra cui l’ultimo, Barragàn, pubblicato l’anno scorso.
Sogni e suoni di campagne e metropoli. Classe, eleganza, suoni sofisticati e cura della melodia. Questa, in sintesi, la filosofia sul palco dei Blonde Redhead. Le voci di Amedeo e Kazu si alternano nel tinteggiare un mondo a metà strada fra suggestioni oniriche e caos metropolitano.
Provate ad ascoltarli ad occhi chiusi. Vi sentirete sballottati fra le quieti campagne giapponesi e il moto perpetuo del traffico di Tokio. Perdetevi nelle rarefatte melodie confuse fra riverberi delle chitarre e loop elettronici e, forse, immaginerete i gabbiani che dominano le coste del Sol Levante.
Musica che prende in prestito stilemi cinematografici. L’inquadratura sui sogni generati dai pezzi del gruppo varia a seconda della voce protagonista: ora Kazu, sensuale e trasognante, ora Amedeo, diretto e pungente. Una profondità di campo trasposta in vibrazioni sonore, dove il ruolo di chi non partecipa con la propria voce al brano è quello di limitarsi ad accompagnare, mettersi in disparte e scomparire a servizio del sogno.
(foto Giorgio Iannelli, Demodé Disco Club)











