È stato sottoscritto nei giorni scorsi presso il Ministero delle Politiche Agricole ed Forestali il Decreto che rende immediatamente trasferibili alla Regione Puglia 68 milioni di euro per aiutare gli agricoltori pugliesi che hanno subito danni per la Xylella Fastidiosa nella campagna olivicola 2016-2017.
“Registriamo ancora un annuncio e buone intenzioni ma l’olivicoltura salentina praticamente non esiste -afferma Antonio Gagliardi, segretario generale della Flai Cgil Puglia-. In ordine cronologico, si tratta dell’ultimo decreto finalizzato al ristoro di olivicoltori ed imprese: tanti soldi a disposizione che, di questi tempi, sono certamente indispensabili per velocizzare il Piano di rigenerazione olivicola della Puglia”.
“E’ proprio questo il punto -precisa Gagliardi- mentre si elargiscono indennità agli agricoltori e imprese, sicuramente necessarie, per i danni subiti dalla peste degli ulivi, in attesa di vedere i programmi ed assistere al piano di rilancio del settore che mette a disposizione 300 milioni di euro per il biennio 2020-2021 per il ripristino della potenzialità produttiva e il rilancio dell’economia rurale danneggiata, a nessuno viene in mente che alcune migliaia di lavoratori del settore sono praticamente in ginocchio a causa di impedimenti normativi che non riconoscono il sostegno dei loro redditi in quanto la pestilenza da Xylella non è classificabile nel novero delle calamità naturali”.
Dalla Flai Puglia fanno sapere che tra il 2017 e il 2019 nella nostra regione gli operai agricoli iscritti negli elenchi anagrafici dell’INPS sono diminuiti di 12.850 unità, molte delle quali sicuramente impiegate nel settore dell’olivicoltura tra diretto e indotto, come i frantoi. Basti pensare che nelle sole province di Lecce e Brindisi nell’annata 2018-2019 si è avuta una ulteriore riduzione del 20% degli addetti e un calo di ore lavorate nel settore agricolo pari a 223.036 (il 66% del totale regionale) delle 336.574 perse.
“A ottobre del 2019 il Centro ricerche dell’UE ci ha ammoniti: se dovesse propagarsi in Europa il batterio responsabile del disseccamento rapido degli ulivi in Puglia, porterebbe danni per 5 miliardi di euro e 300 mila posti di lavoro in fumo” -continua Gagliardi. “Ciò che sappiamo con certezza è che il batterio ha superato il confine con la provincia di Bari e che nella penisola Salentina il numero degli addetti nel settore è calato di 5.000 unità negli ultimi tre anni con un danno economico complessivo sicuramente superiore al miliardo di euro. Adesso -conclude il sindacalista- occorre con urgenza una formula legislativa che tuteli i redditi di chi nel comparto non lavora da alcuni anni, in attesa che la manodopera torni ad essere impiegata nei lavori della rigenerazione e del rilancio olivicolo. I terreni sono invasi da erbe secche e abbisognano di essere manutenuti; le piante morte sono completamente disseccate e le aree interessate rischiano di subire la furia di incendi”.











