La VII commissione consiliare ha rinviato a maggioranza, con il voto contrario del centrodestra, la discussione del disegno di legge sul riordino delle funzioni amministrative regionali nel nuovo sistema delle autonomie locali. La decisione è stata assunta su proposta del capogruppo Sel-Noi a Sinistra per la Puglia, Michele Losappio, con l’impegno di convocare in audizione l’assessore al Lavoro Leo Caroli per fornire ulteriori chiarimenti in merito all’avanzamento dell’elaborazione dei piani di riordino delle funzioni – con le dichiarazioni degli esuberi e dei piani finanziari – da parte delle Province.
Un rinvio che non è affatto piaciuto alle opposizioni di centrodestra, e che si somma ai rinvii delle ultime settimane, mentre il Consiglio regionale avrebbe dovuto esprimersi entro lo scorso 31 dicembre. Evidentemente c’è qualcuno che non vuole questa legge, e si arrampica sugli specchi chiedendo chiarimenti a chi quella legge l’ha già emanata.
“Quello che era un sospetto oggi diventa una realtà – sottolinea Davide Bellomo del Movimento Schittulli – La maggioranza della Regione Puglia non ha nessuna intenzione di approvare il disegno di legge sul Riordino delle Province, approvato dalla Giunta il 30 dicembre dello scorso anno, ma che in questa legislatura non arriverà mai in Aula per essere definitivamente approvato”.
“Il comportamento irresponsabile – conclude Bellomo – di oggi da parte degli esponenti della maggioranza della Regione Puglia ci delude profondamente nel momento in cui lo stesso Governatore aveva dichiarato pubblicamente, non più di qualche mese fa, che condivideva pienamente le preoccupazioni dei presidenti delle Province. Ora capiamo solo a parole!”.
“L’atteggiamento pilatesco del centrosinistra – sottolinea Aldo Aloisi di Forza Italia – ormai non nasconde più la reale intenzione di non occuparsi della faccenda e di rinviare la legge alla prossima legislatura. Nel frattempo, i dipendenti delle Province, delle società partecipate, delle fondazioni come la Ico Tito Schipa ed altri come gli addetti al servizio di controllo caldaie; continuano a non ricevere garanzie per il loro futuro. In più, si paventa l’interruzione dei servizi e sarebbe veramente una situazione drammatica”.
“Sulle Province il centrosinistra continua a fare melina, tenendosi a debita distanza dalla porta perché c’è un gol che proprio non vogliono fare: approvare la legge di conferimento delle deleghe agli enti provinciali. Nel frattempo, dalle panchine, migliaia di dipendenti provinciali si mordono le mani e l’arbitro, il governo nazionale che ha approvato la folle Delrio, non è imparziale, ma corresponsabile di una sconfitta per la Puglia”. Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Luigi Mazzei.
“Non siamo interessati a soluzioni che, dopo le elezioni, verranno contestate e impugnate”. Lo dichiarano i capigruppo di Pd e Sel in Consiglio regionale, Pino Romano e Michele Losappio, a proposito del disegno di legge sul riordino delle Province.
“Purtroppo – spiegano – la campagna elettorale è una minestra che avvelena gli interessi veri. Il ddl sul riordino delle Province era incardinato in settima Commissione da circa un mese. E la convocazione della stessa Commissione è arrivata proprio il giorno in cui Forza Italia, con tutto il centrodestra, chiedeva che il Consiglio regionale affrontasse solo questioni indifferibili e inderogabili. Nonostante ciò, il centrosinistra ha dichiarato il proprio interesse a valutare il dl in questione anche in termini di straordinarietà, pur di risolvere i problemi delle persone in carne e ossa”.
Salvo però poi pretendere (ed ottenere) il rinvio per questioni tecniche. Ma i due capigruppo precisano.
“Lo abbiamo detto in Commissione e lo ribadiamo pubblicamente – ricordano i consiglieri – il merito del ddl, soprattutto nella parte che riguarda la riassegnazione delle competenze sui servizi sociali che erano in capo alle Province, non può prescindere dalle conclusioni cui giungerà il tavolo istituzionale Province-Regione, atteso che ad oggi solo due Province su sei hanno prodotto gli elaborati richiesti. Sempre per onore di verità, informiamo che il ddl che il centrodestra, solo per calcoli elettorali, vuole portare in aula anche con rischi istituzionali, non è diventato legge in nessuna Regione d’Italia tranne che in Toscana”.
“Allora – suggeriscono – lasciamo che lavorino il tavolo istituzionale regionale e la Conferenza Stato-Regioni, soprattutto per la parte che riguarda le risorse necessarie a assumere il personale e a far fronte alle nuove competenze. Da parte nostra, cerchiamo di fare le cose per bene. Per quanto ci riguarda, possiamo rassicurare tutto il personale delle Province che nessuno rimarrà a piedi”.
“Quello delle partecipate – concludono – è invece un capitolo tutto da scrivere. E noi vogliamo farlo bene, in maniera compatibile con le norme nazionali e comunitarie. Tutto il resto sono solo chiacchiere da campagna elettorale”.
Peccato che il tempo sia ampiamente scaduto. Ancora una volta il Consiglio Regionale dimostra la sua farraginosità.










