HomeCulturaCinemaBif&st, anteprima internazionale per "Misbehaviour" e la sua lotta contro il patriarcato

Bif&st, anteprima internazionale per “Misbehaviour” e la sua lotta contro il patriarcato

Il Bif&st si tinge di rosa e lo fa con il premio “Mariangela Melato” a Paola Cortellesi, come migliore attrice protagonista, opere prime e seconde, ma anche con la proiezione in anteprima internazionale del film ‘Misbehaviour’ (Il concorso) di Philippa Lowthorpe.

Il film, proiettato ieri sera a Bari, che ha come protagoniste Keira Knightley, Gugu Mbatha-Raw, Jessie Buckley, è tratto dalla storia della prima, ad oggi unica, Miss Mondo grenadina Jennifer Hosten, incoronata a Londra negli anni ’70.

Il clima che si respira in quegli anni è quello degli stereotipi non solo legati al colore della pelle, come lo scalpore della partecipazione delle prime donne di colore al concorso mondiale, ma anche alla nauseante concezione della donna vista come un oggetto estetico da esibire, privata di essere padrona del proprio corpo e succube di un patriarcato che non tiene conto del valore intrinseco femminile. Ed è così che il Concorso Mondiale, lo show più visto in tv con oltre 100 milioni di spettatori, diventa il punto di incontro di due rivoluzioni che hanno fatto la storia: la vittoria di Miss Grenada, la prima Miss Mondo di colore e la manifestazione di protesta, durante la serata di premiazione, organizzata dal Movimento di Liberazione delle Donne di Londra.

Se da un lato la partecipazione della donna di colore a Miss Mondo aveva diffuso l’idea mediatica di un’apertura verso la fine delle discriminazioni, dall’altro il movimento femminile, interrompendo la diretta televisiva, fa crollare il muro delle apparenze per dire basta ad ogni ipocrisia: dichiarare la vittoria di una donna di colore, non significa porre fine alle discriminazioni sessiste, razziali e al patriarcato.

Il film è un invito a riflettere sull’apparente emancipazione della donna ai giorni nostri. Si diffondono mediaticamente, soprattutto attraverso i social, i finti miti di una donna finalmente libera da ogni stereotipo. Quando nella realtà ancora si discute sull’aborto, sulla libertà sessuale, sulle prospettive lavorative della donna, vittima ancora oggi del patriarcato e della violenza domestica.

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Roberta Lobascio
Roberta Lobascio
Classe '90,laureata alla magistrale di scienze dell'informazione e editoriale. Appassionata di giornalismo: dal 2015 collabora con varie testate locali e blog culturali. Da sempre sostenitrice dell'informazione corretta, contro ogni manipolazione.

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