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Carcere di Bari, negato il ricovero ad un detenuto: scoppia una rivolta. 15 identificati

Nella serata di ieri, intorno alle ore 21 a Bari è scoppiata una vera e propria rivolta di detenuti. A dare il “là” alle proteste nella III Sezione del secondo piano del carcere di Bari, che ospita principalmente detenuti ad elevato grado di pericolosità criminale, molti dei quali appartenenti alla famiglia mafiosa barese degli Strisciuglio, sarebbe stato il mancato ricovero di un detenuto presso l’ospedale cittadino.

“I detenuti – secondo una nota del sindacato Sappe – hanno iniziato a protestare in maniera molto rumorosa battendo le stoviglie alle inferriate delle proprie celle. In 15, successivamente, hanno iniziato a danneggiare le rispettive celle, distruggendo sedie e suppellettili. Sono stati accesi dei fuochi con la carta presente nelle celle ed è stato gettato dell’olio nei corridoi per ostacolare l’intervento della Polizia Carceraria.

I 15 detenuti rivoltosi sono stati tutti identificati e ricondotti nelle loro celle. Per tutta la serata all’esterno dell’istituto carcerari di Bari si sono radunate numerose pattuglie della Polizia di Stato, ma il loro intervento non è stato necessario, e la rivolta è stata sedata e risolta dalla Polizia Carceraria.

IL COMMENTO DI FITTO

“Ieri 15 detenuti hanno scatenato una rivolta nel carcere di Bari e dobbiamo ringraziare gli agenti delle forze dell’ordine per il lavoro che compiono ogni giorno nel delicato e complesso contesto delle nostre case circondariali”: lo ha detto il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia, Raffaele Fitto.

“Gli agenti in servizio portano un fardello pesantissimo. A loro e a tutti i dipendenti delle carceri va il nostro grazie più sincero per l’impegno quotidiano profuso in condizioni sempre più precarie e difficili”, ha concluso Fitto.

IL COMMENTO DI TATEO

“Dopo le rivolte nel foggiano dei giorni scorsi, ora si aggiunge il caos che si è scatenato nella Casa circondariale di Bari; una situazione esplosiva che solo grazie alla prontezza e la professionalità degli agenti di Polizia penitenziaria non è degenerata. Anche questi accadimenti sono dimostrazione della gestione lasciva delle carceri da parte di Bonafede, che di fatto anche stavolta risulta non pervenuto”. Lo dichiara in una nota la deputata pugliese della Lega, Anna Rita Tateo, che aggiunge come “di personale, strutture inadeguate e strumenti vetusti sono problemi che da troppi anni affliggono gli uomini e le donne delle Forze dell’ordine e solo Matteo Salvini e la Lega al Governo avevano cercato di porvi rimedio. Per gestire situazioni simili servono le persone adeguate, e Bonafede ha più volte certificato sia la sua inadeguatezza a questo ruolo che la sua incapacità d’azione” conclude Tateo.

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Redazione
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