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Concorsone della scuola, i docenti chiedono a gran voce un rinvio per la tutela della salute pubblica

Sessantamila insegnanti precari saranno impegnati nelle prossime settimane in un concorsone da tenersi a Roma per l’immissione in ruolo. Un grosso concorso che sta dividendo il mondo della politica tra chi vuole farlo (soprattutto il M5S con il ministro Azzolina che è irremovibile sulla necessità di portarlo a termine) e chi chiede una sospensione e un rinvio per la salute pubblica, a maggior ragione in un periodo come questo dove sono in vigore forti restrizioni per evitare la diffusione della pandemia da Coronavirus.

A quanti si appellano al buon senso ed alla tutela della salute si aggiunge anche il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani, a meno di 24 ore dall’avvio della procedura straordinaria per l’immissione in ruolo del corpo docente precario, vuole rinnovare l’invito a tutte le Istituzioni a valutare la necessità di adottare un provvedimento di sospensione del concorso a tutela della salute pubblica.

“Stando ai dati più recenti diffusi dal Ministero della Salute – scrivono i professori Veronica Radici e Ronny Donzelli del CNDDU – nella sola giornata del 20 ottobre sono stati accertati 10.800 contagi con una percentuale del 9.4% rispetto al numero dei tamponi eseguiti in un giorno. La situazione, come dichiarato dal comunicato dello stesso Ministero, “evidenzia importanti segnali di allerta legati a un aumento della trasmissione in una nuova fase epidemiologica con un aggravio del lavoro dei servizi territoriali che potrebbe riflettersi in breve tempo in un sovraccarico dei servizi assistenziali”.

“Questi dati – scrivono – si contestualizzano in uno stato emergenziale prorogato al 31 gennaio 2021 che impone di evitare lo spostamento, per tutto lo stivale, di circa 65 mila aspiranti docenti i quali non solo dovranno ritrovarsi nelle sedi d’esame ma, ancor prima, affolleranno i mezzi di trasporto interregionali per raggiungere le destinazioni dislocate in tutta Italia, a prescindere dalla Regione prescelta. Lo Stato è chiamato a preservare il più possibile le scuole sedi delle prove da accessi esterni, eccettuati gli studenti i docenti ed il personale ATA in servizio, ed è parimenti chiamato a preservare la salute dei docenti precari che, dopo l’espletamento delle prove, torneranno nelle rispettive classi in tutta Italia”.

“I concorsisti in questione, infatti, sono docenti già in servizio presso le scuole pubbliche e che, per l’anno scolastico 2020/2021, contribuiscono a coprire 85.121 cattedre vacanti (cioè senza titolare) oltre a circa 200.000 cattedre per supplenze annuali (in sostituzione dei titolari assenti). Chiediamo pertanto a tutte le Istituzioni centrali e ai Consigli Regionali di adottare ogni provvedimento utile a preservare il più possibile la salute pubblica e i luoghi deputati alla formazione e alla socialità dei più giovani, al fine di disporre la temporanea sospensione e/o rinvio ad un momento più consono delle procedure concorsuali: quella straordinaria e quindi quella ordinaria”.

“Non passi il depauperante concetto che i docenti vogliono sottrarsi all’agognato concorso straordinario. Non si tratta di una campagna elettorale ma della vita e della salute del Nostro Paese, delle studentesse e degli studenti e dei cittadini tutti. Auspichiamo che dinanzi a tali valori fondamentali, caposaldo della Nostra Repubblica, le logiche di partito cedano il passo al buon senso”.

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