Il Covid non ferma la logistica nel Sud Italia. Il prossimo numero del Rapporto Sud de Il Sole 24 Ore, in edicola domani 13 novembre in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, dedica un ampio reportage agli aeroporti e agli interporti che con la pandemia hanno visto crescere i loro traffici.
“Le piattaforme logistiche meridionali – si legge nel Rapporto – sono aree con grande potenzialità di sviluppo, e tali da favorire l’affermazione del Mezzogiorno d’Italia come piattaforma logistica del Mediterraneo. Oggi si fa conto su due opportunità: l’avvio delle Zes, (che coincidono con interporti, porti e aeroporti e aree vicine) atteso da anni, e la nuova normativa, la legge “Rotelli”, all’esame del Parlamento, che ne definisce i requisiti e prevede un nuovo regime fiscale.
In Puglia l’interporto del capoluogo regionale è saturo. L’Hub barese e il suo progetto di raddoppio stimato in 150milioni da Davide Degennaro, direttore di Interporto spa è fermo da 6 anni: per i tanti operatori della logistica in lista di attesa bisognerà attendere il 2021, quando il contenzioso approderà in Cassazione. Operativo dal 2009, su di un’area di 470.000 mq, costo 112 milioni, nell’interporto sono attivi quasi 70 operatori e circa 3000 addetti diretti, con un movimento certificato annuo di quasi 60.000 Teu in container.
Trova spazio nel reportage il caso dell’azienda di abbigliamento di Taranto Toma Italian Brands, azienda di abbigliamento uomo e donna nata nel 1994 che punta sull’e-commerce per recuperare il fatturato e fronteggiare le criticità dovute alla pandemia. La perdita secca di fatturato post lockdown, attesa tra il 70 e l’80% dei 9 milioni raggiunti l’anno sorso, è stata così ridotta al 30% sui mercati esteri e del 20% in Italia, grazie alla forte accelerazione impressa al passaggio dai molti processi fisici, propri del settore dell’abbigliamento, al digitale. Con effetti soprattutto in Cina e Russia, mercati dove il gruppo è presente da tempo. Il gruppo occupa 45 addetti diretti e alimenta un indotto con altri 200 lavoratori.
Per quanto riguarda il settore alimentare, l’inserto in edicola con Il Sole 24 Ore si sofferma anche su una storia di caffè tutta al femminile che guida, da quasi 20 anni, la Pachi di Bari, srl fondata nel 2001, che detiene il marchio Caffè Crème. L’ azienda nel 2019 ha raggiunto un fatturato di circa 4 milioni e che occupa, nello stabilimento di Modugno, alle porte di Bari, 20 dipendenti, età media 38 anni.











