HomePoliticaTodos somos americanos, apertura diplomatica tra Cuba e USA

Todos somos americanos, apertura diplomatica tra Cuba e USA

E’ periodo di telefonate importanti per il presidente americano Barack Obama. Infatti dopo quella con l’Iran e l’accordo di Losanna il premio nobel sembra voler lasciare un America in pace alle prossime elezioni presidenziali. Dopo 50 anni ecco che compone un numero di telefono che in molti non si aspettavano piu’ e dall’altra parte della cornetta c’e niente di meno che Raul Castro fratello del grande nemico Fidel.

La telefonata tra i due e’ stata solo una preparazione all’incontro poi avvenuto durante il Vertice delle Americhe a Panama con l’ obiettivo di aprire il dialogo ed un nuovo capitolo nelle storia delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba. “Non vogliamo essere imprigionati nel passato. Quando qualcosa non funziona per 50 anni, non si continua a ripeterla, si prova qualcosa di diverso”, ha detto Obama poco prima di partire per Panama. ” Dobbiamo superare alcuni dei vecchi schemi, in fondo todos somos americanos (siamo tutti americani )” ha aggiunto.

Le relazioni tra Stati Uniti e Cuba si sono deteriorate a partire dagli anni Sessanta, dopo la rivoluzione cubana e la presa del potere da parte di Fidel Castro, i famosi missili su Cuba e la tensione della guerra fredda. Un primo segno di riavvicinamento era stato quello durante i funerali nel 2013 del leader sud africano elson Mandela, una stretta di mano ma che aveva fatto ben sperare dopo tanti decenni di indifferenza e guerra silenziosa. Il New York Times rileva che i colloqui tra rappresentanti di Stati Uniti e Cuba sono andati avanti per 18 mesi, incoraggiati dal Papa e favoreggiati dal Canada. Washington che interruppe le relazioni diplomatiche con l’ isola nel 1961, ammette che si tratta di un processo lungo e delicato che portera’ Cuba fuori dalla lista nera americana. Decisione che risulterebbe molto popolare in America Latina, i cui governi hanno più volte chiesto agli Stati Uniti di rivedere la loro politica su Cuba. “La politica attuata con Cuba ha isolato diplomaticamente gli Stati Uniti nelle Americhe”, ha ammesso la Casa Bianca. Ora inizieranno una serie di azioni tra cui richieste sempre piu’ pressanti per il rispetto dei diritti umani, la scarcerazione di cittadini americani a Cuba e viceversa, apertura dei mercati e viaggi con direzione Havana per gli americani che fin ora si sono serviti di stratagemmi geografici per raggiungere l’isola.

Questo accordo rappresenta il più importante cambiamento nei rapporti tra Stati Uniti e Cuba da quando è entrato in vigore l’embargo, nel 1962 e porterà l’inizio di normali relazioni diplomatiche e anche all’apertura di un’ambasciata statunitense all’Havana.

Il 97% dei cubani sembra sia favorevole alla normalizzazione, la politica di impegno di Obama sembra quindi dare i suoi frutti, Airbnb e’ gia’ presente sull’ isola e si spera solo che Havana non diventi una brutta copia di Times Square ma che mantenga quel fascino retro’ e proibitivo che  l’hanno resa famosa.

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