E’ un Lecce bello e forte quello visto oggi. Ogni aggettivo sarebbe superfluo. Il Lecce, in quest’ottavo turno, ha dimostrato di essere una squadra che sa giocare a calcio, consapevole della sua potenzialità. E se contro l’Entella c’era l’attenuante che l’avversario non era all’altezza, in questo caso di fronte c’era una Reggiana di tutto rispetto, autrice di un buon campionato fino a questo momento. Una Reggiana, è utile sottolinearlo, che ha creato tre occasioni limpide, a parte il gol della bandiera, ottimamente sbrogliate da Gabriel.
I mattatori della gara sono, sicuramente, Coda e Mancosu, autori di, rispettivamente, 3 gol e 4 assist. Ma il protagonista è il gruppo. Quando Falco, appena entrato, realizza il 5 a 1, Mancosu è il primo ad andarlo a stringere e Henderson indica verso di lui. E’ un segnale importante e unitario.
Veniamo al match. Ad accogliere Lecce e Reggiana ci pensa una delle giornate più brutte dalla fine dell’estate. Vento, freddo e temperature rigide. Prima dell’inizio del match, Falco viene premiato dal presidente Sticchi Damiani con una maglia celebrativa per le sue 100 presenze col Lecce Calcio.
Il Lecce parte in maniera violenta e aggressiva. I dieci minuti iniziali sono un fuoco. Un gol e almeno altre tre occasioni limpide. La Reggiana reagisce in maniera timida con Mazzocchi che prova a impegnare Gabriel. Il Lecce non si ferma, però, e, a parte un paio di minuti di riposo in cui la Reggiana si affaccia dalle parti di Lucioni e compagni, riprende il pallino del gioco. La storia si ripete. Mancosu suggerisce ancora per Coda e il centravanti realizza. Dopo venti minuti siamo sul 2 a 0 in maniera a dir poco meritata. Il capitano è in giornata d’oro e lo dimostra dopo tre minuti con una sgroppata in cui fa tutto il campo e arriva fino al limite dell’area avversaria, ma sbaglia di un soffio l’assist.
La Reggiana sfrutta i pochissimi spazi concessi per provare a colpire. Qualcosa la crea, ma in realtà è pericolosa solo in un’occasione (a pochi minuti dal fischio finale del tempo). Mazzocchi si libera bene in area e calcia di sinistro. Gabriel è in formato Serie A e respinge in angolo. Ovviamente la necessità degli ospiti di scoprirsi, concede al Lecce spazi che può utilizzare alla grande. E’ il caso del terzo gol, arrivato a una decina di minuti dalla fine del tempo. Il greco Tachtsidis sale in cattedra facendo partire l’azione e concludendola con un colpo da biliardo all’angolino destro.
Il secondo tempo inizia seguendo la stessa linea. Stepinski dopo tre minuti rischia di portare a quattro le marcature, ma Venturi glielo impedisce. Il portiere emiliano, però, non può fare niente dopo due minuti su Coda che realizza la sua tripletta. La Reggiana ha intenzione di onorare il match, e vuole restare in campo e lo dimostra con Rozzio al 57esimo minuto. Il centrale, dopo il secondo intervento piacevole per gli occhi, un po’ meno per Corini, di Gabriel, che devia in angolo una conclusione ravvicinata di Cambiaghi, trova la deviazione vincente sotto porta.
Il Lecce riprende, però, le giuste distanze con Falco che, da neo entrato, realizza il gol del 5 a 1. C’è spazio anche per l’emozione. Mancosu è il primo che va ad abbracciarlo, quasi più felice di lui e Henderson, con le dita delle mani, indica verso il 10 lecce. In questo episodio c’è tutto lo spirito del Lecce.
Muratore, pochi, minuti dopo, impegna Gabriel nel terzo intervento importante della giornata. Dopo pochissimo c’è gloria anche per Majer che realizza un gol splendido grazie anche all’assist di Mancosu perfetto. Mancosu che, con Falco, si mette in testa che deve mandare in gol anche Adjapong. Il terzino destro, in arrivo da dietro, centra in pieno la traversa. Da una fascia all’altra, invece. La gloria la trova Calderoni con un diagonale perfetto che trafigge il portiere ospite. Il quarto assist di Mancosu è la ciliegina sulla torta.
La partita finisce così, con un Lecce che solidifica il suo migliore attacco della categoria.






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