La montagna di copertoni allestita dall’artista Lino Sivilli in via Roberto da Bari non c’è più.
E’ stata aggredita e demolita da ignoti cittadini baresi, che hanno pensato bene, dopo le polemiche dei giorni scorsi, di farsi giustizia da soli. La pila di pneumatici installata in centro, in un tratto di strada che presto potrebbe essere reso pedonale dall’amministrazione comunale, si chiamava “Pneu Ziggurat”. Era un’installazione pensata proprio per sensibilizzare sull’iniziativa di pedonalizzazione della strada, operata dal Comune.
Le gomme che, pedonalizzando una delle arterie principali della città, sarebbero tolte dalla strada, potrebbero essere vissute e sentite in modo diverso, secondo un rapporto più ludico, creativo ed ecologico con un materiale altrimenti inquinante e fastidioso. Sembrava proprio questo il messaggio del barese Lino Sivilli, non nuovo ad interventi di questo tipo.
Una cosa è certa: che fosse un interessante esempio di Land Art, oppure semplice spazzatura… ai baresi l’ammasso di pneumatici non è piaciuto per nulla.
Sin dalla prima comparsa dell’opera, l’incredulità dei cittadini è stata notevole.1
Inizialmente, il fumo sui copertoni, creato ad arte da Sivilli, per richiamare in maniera spiritosa l’immagine di un vulcano in attività , ha spinto alcuni commercianti a chiamare i vigili del fuoco, ipotizzando l’inizio di un vero incendio. In seguito, è stata allertata anche la polizia municipale, chiamata da qualcuno per paura che la montagna di gomme fosse stata lasciata là da qualche cittadino dotato di poco senso civico, che avrebbe provato a disfarsi così di inutile vecchiume.
I vigili accorsi sul posto hanno verificato che non si trattava della solita discarica abusiva, ma di una provocatoria opera d’arte. Quanto all’incendio, non ce n’era neanche l’ombra.
Così, dopo numerosi reclami e le molte richieste di intervento presentate al Comune, alcuni abitanti del quartiere hanno pensato di agire da soli. Nelle scorse ore, qualche audace poco avvezzo all’arte contemporanea ha scalato lo strano vulcano e disfatto la strana montagnola, spargendo le gomme sui marciapiedi vicini. Addio installazione, addio campagna di sensibilizzazione.
Resta un dubbio: gli ignoti assalitori non avevano capito e apprezzato l’opera d’arte o intendono manifestare così il loro dissenso per l’iniziativa di pedonalizzazione della loro strada? Ai posteri l’ardua sentenza.











