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E’ pressocchè unanime il coro di protesta che dalla Puglia arriva a commento del Cnapi Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee al deposito di rifiuti nucleari in Italia.
Michele Emiliano
Apprendiamo a ‘cose fatte’ e a distanza di anni, dell’inclusione di alcuni comuni pugliesi e lucani tra i siti in cui stoccare residui radioattivi. È ferma e netta la contrarietà della Regione Puglia a questa opzione. I nostri sforzi verso un modello di sviluppo improntato sulla tutela dell’ambiente e della salute sono noti a livello internazionale”.
“Non si può imporre, ancora una volta, scelte che rimandano al passato più buio, quello dell’assenza della partecipazione, dell’umiliazione delle comunità, dell’oblio della storia e delle opportunità”. “Lo Stato e la Regione – spiega Emiliano – hanno, in quei luoghi, istituito il Parco nazionale della Murgia e il parco regionale più grande, quello delle Gravine, quali presìdi delle biodiversità e simboli dello stile di vita verso cui i pugliesi hanno deciso di andare. Le comunità della Murgia pugliese sono in continuo cammino, in evoluzione costante nel turismo, nell’agricoltura moderna, nella zootecnia basata sul benessere animale, nelle produzioni artigianali che finalmente superano i confini regionali e rendono riconoscibile una storia, una identità vera che profuma di futuro e non può essere sporcata con la parola “nucleare”, incubo del passato”.
Gianfranco Lopane
“Come 17 anni fa dicemmo no con fermezza all’individuazione del sito di Scanzano Jonico, allo stesso modo ci opporremo a questa ipotesi che riguarda i nostri territori”. Così il presidente del gruppo consiliare “Con Emiliano”, Gianfranco Lopane.
“Abbiamo appreso questa mattina – ha detto Lopane – della pubblicazione della mappa, finora secretata, dei potenziali depositi nucleari sul territorio italiano: 67 siti atomici individuati da Sogin per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi. Tra Puglia e Basilicata sono interessate diverse aree del territorio murgiano, tra le quali Laterza, Altamura, Gravina, Matera, Montescaglioso, Bernalda. Dispiace constatare come decisioni così importati vengano sottoposte ad enti locali e regioni praticamente a progetti fatti. Crediamo, come gruppo consiliare, che non sia affatto sufficiente una consultazione pubblica di appena 60 giorni. Il nostro è fin da ora un secco no!”
Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia
«Non siamo e non saremo favorevoli a smaltire rifiuti nucleari nell’Alta Murgia. Il nostro è un Parco nazionale compreso in una ZSC, una Zona Speciale di Conservazione della Rete Natura 2000 volta a tutelare gli habitat e le specie protette. Il suo patrimonio naturalistico, geologico, culturale ed enogastronomico è incompatibile con il deposito di materiale radioattivo e stiamo già convocando i Sindaci della Comunità del Parco per definire, in modo trasparente, partecipato e condiviso, le osservazioni da presentare al Governo entro i prossimi sessanta giorni. In un Parco candidato a Geoparco UNESCO non c’è spazio per rifiuti potenzialmente dannosi».
Commenta così Francesco Tarantini, presidente del Parco dell’Alta Murgia, la pubblicazione da parte della Sogin della CNAPI, la mappa delle aree potenzialmente idonee a ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi italiani, che coinvolge i territori di Gravina e Altamura tra le 67 individuate. Nelle prossime ore l’Ente Parco si riunirà con i sindaci della Comunità del Parco per avviare un percorso condiviso con il territorio, per formulare le osservazioni da inviare al Governo e ribadire il “no” al deposito di materiale nucleare nell’area protetta.
Rosa D’Amato
“Le scorie nucleari dell’Italia potrebbero venire depositate tra la Basilicata e la Puglia. E’ quanto prevede la Cnapi, la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee a ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Parliamo di territori come la provincia di Taranto o le aree interne lucane che già pagano un prezzo altissimo in termini di salute e ambiente, tra siderurgia e Tempa Rossa. Da europarlamentare del Sud urlo il mio dissenso, che è poi quello dei cittadini di questi territori che hanno già manifestato in passato il loro ‘no’ alle discariche di rifiuti radioattivi. A chi governa dico che sareste complici di un altro ‘delitto perfetto’ dopo i casi Tap e Ilva. Invito la cittadinanza, le ong, Regioni e Comuni ad alzare le barricate per difendere territori la cui vocazione è agricola e turistica. Per quanto mi compete, presenterò osservazioni alla consultazione pubblica e porterò il caso alla Commissione europea in modo da verificare se i criteri seguiti nella redazione della Cnapi rispettano la direttiva Euratom”. Lo dice Rosa D’Amato, eurodeputata del gruppo Greens/Efa al Parlamento Ue.
Peppino Longo
“Non vorremmo essere accusati di essere affetti dalla sindrome ‘nimby’ (not in my back yard, non nel mio cortile) ma siamo da poco riusciti, anche se per pochi altri mesi, a scongiurare il rischio di vedere i nostri mari “affollati” dai ricercatori di “oro nero” ed ecco che un’altra minaccia aleggia sulla nostra Puglia”. E’ questo l’allarme lanciato da Peppino Longo, consigliere regionale della lista “Con Emiliano” e presidente del movimento Realtà Pugliese.
“Nella tabella, le nostre aree vengono inserite tra quelle in classe A2, giudicate buone ad ospitare il deposito. Si tratta di una a Gravina in contrada San Domenico, una sull’asse Altamura-Matera lungo la strada La Chianca e l’altra tra Altamura-Laterza”.
“La nostra Murgia – conclude Peppino Longo – va difesa da questa nuova minaccia, un territorio così importante per la nostra regione, dall’enorme potenziale turistico-culturale non potrebbe e non dovrebbe ospitare un deposito di rifiuti nucleari. Ovviamente, nessuno mette in dubbio le rassicurazioni sulla non pericolosità del sito ma tutti quanti dobbiamo vigilare per fare in modo che la nostra regione non riceva questo nuovo schiaffo”.
Francesco Paolicelli
“Sulla pelle degli abitanti della Murgia e del suo territorio bruciano ancora le ferite della discarica di contrada le Lamie o dei residui delle esercitazioni militari. Anche per questo motivo la pubblicazione della lista delle possibili zone in cui l’Italia dovrà ubicare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, che vede indicati i comuni di Altamura e Gravina come potenziali siti destinatari, ci lascia non solo perplessi ma addirittura sgomenti.
La sola idea di un potenziale sito di quel tipo in un territorio che ha basato su un modello di sviluppo ecologico e sostenibile le prospettive di benessere e di crescita economica e sociale, appare alquanto paradossale. Da un lato si promuovono le produzioni tipiche con il riconoscimento di prodotti DOP e l’appeal turistico del parco dell’Alta Murgia dall’altro si persevera con logiche vecchie e irrispettose dell’ambiente e delle vocazioni dei territori e delle comunità. Manifesterò in tutte le sedi locali, regionali e nazionali il mio profondo e convinto dissenso a questa localizzazione che pregiudica irrimediabilmente il futuro di un territorio. La Murgia ha già dato e purtroppo attende ancora soluzioni risarcitorie dal punto di vista ambientale”.











