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FdI, il bilancio dei primi 100 giorni di Decaro “Zero risultati e rischio di nuove tasse”

“Cento giorni, zero risultati. Alla prova dei fatti, i primi tre mesi del Governo Decaro si sono rivelati solo una bella operazione di marketing politico-amministrativo: il brodino dietetico dopo l’abbuffata elettorale che ha segnato il tramonto dell’era Emiliano. Il neo governatore non perde occasione per proclamare discontinuità e annunciare soluzioni a vecchi problemi incancreniti, ma – al netto delle buone intenzioni e dell’auto-narrazione rassicurante – finora non è andato a segno né nell’ufficio di collocamento del suo predecessore (con il terzo no del CSM all’ipotesi di consigliere giuridico a 130mila euro all’anno) né sui dossier regionali più urgenti”.

E’ assolutamente negativo il bilancio dei primi 100 giorni di Antonio Decaro alla guida della Regione Puglia per i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia.

“Sulla sanità, dopo la ‘partenza francese’ sulla riduzione delle liste d’attesa, i richiami degli utenti sono diventati numeri da sbandierare e fumo negli occhi: 127mila telefonate non significano esami o visite garantite. E, al di là delle liste pregresse, se si prova a prenotare oggi al CUP, i tempi di attesa vanno fino a quattro anni.

“Intanto, incombe la scadenza per la fine lavori e collaudi delle opere finanziate con fondi PNRR, fissata al prossimo 30 giugno, e abbiamo perso il conto dei cantieri fermi o a rilento delle case e degli ospedali di comunità che stiamo monitorando. Ai nostri campanelli d’allarme sul rischio di perdere i 256 milioni assegnati alla Puglia per ricucire i buchi della sanità territoriale, Antonio Decaro ha risposto con un silenzio assordante. E per coprire il buco spaventoso di 369 milioni di euro nei conti della sanità, è pronto a mettere le mani nelle tasche dei pugliesi con l’aumento dell’addizionale IRPEF o a far commissariare la sanità regionale, una doppia sciagura che vorrebbe dire più tasse e meno servizi.

“Sul fronte dei trasporti: dopo il suo blitz notturno sul cantiere per la elettrificazione della linea salentina delle Ferrovie Sud Est, Decaro aveva promesso un’accelerata ma i lavori arrancano. Quanto alla mobilità aerea, nonostante le nostre documentate denunce sull’emarginazione dell’aeroporto del Salento, non ha battuto colpo.

“E poi c’è stato il ‘capolavoro’ dei bandi Pia e Mini Pia bloccati, che hanno congelato i progetti di centinaia di imprese a cui è stato impedito di portare a termine le istanze di finanziamento, dopo aver anticipato somme ingenti per pagare professionisti, avviare pratiche e programmare investimenti.

“Sul fronte rifiuti solo annunci: aggiornare il piano regionale, rafforzare le infrastrutture e ridurre i conferimenti fuori regione. Ma come, in quali tempi, con quali impianti? Ad oggi, l’unica certezza è la Tari più salata d’Italia e la sciagura di discariche già sature riaperte e addirittura soprelevate. Idem per le politiche di salvaguardia ambientale: la revisione del disegno di legge sulle aree idonee per nuovi impianti da fonti rinnovabili ha tradito le aspettative di difesa del territorio, venendo meno all’esigenza di frenare l’assedio e le speculazioni delle multinazionali delle rinnovabili.

“Politica dell’annuncio anche in agricoltura, con la rigenerazione olivicola e paesaggistica post xylella ancora ferma nel Salento, la promessa tradita di sburocratizzare e gli agricoltori in ginocchio, e il bubbone irrisolto dei consorzi di bonifica inefficienti e delle cartelle pazze del tributo 630. E allora, come primo partito di opposizione, tirando le somme sui primi cento giorni del Governo Decaro, non possiamo che bocciarlo. La realtà è ben diversa dalla sua narrazione”.

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Redazione
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