HomeCulturaCinemaIl cortometraggio dell'andriese Federico Favino selezionato per il film festival di Padova

Il cortometraggio dell’andriese Federico Favino selezionato per il film festival di Padova

È ancora teso il clima intorno alla settima arte a causa della panedemia da covid-19 eppure l’algoritmo dei festival on line continua a dare esiti positivi. È infatti l’andriese Federico Favino l’autore e regista di “La Gabbia” opera selezionata al Wall Indie Festial del cinema di Padova nella sezione dramma.

“È un piccolo risultato, ma è vitamine e sali minerali per chi si occupa di cinema e produzioni audio video in questo periodo così articolato. Un riconoscimento è sempre un buon motivo per andare avanti, studiare, a operare per mettere  in scena nuovi progetti” –  è il pensiero condiviso dal giovane pugliese, che a 26 anni vanta già le targhe di spot di marchi famosi e numerose produzioni tra Italia e Romania.

Perché La Gabbia, suscita così tanto interesse? “Nei 15 miniti di questo film è rappresentato il coagulo dell’umanità. E poi mi ha ricordato i temi di film grandiosi girati da nomi come Ferretti, Risi, Scola, Scarpelli. È un’opera giovane, tutti i tecnici impiegati nella lavorazione sono giovani under 30, ma ho trovato abbia un gran potenzialen non da meno il cast è tutto pugliese. Ah l’amore per questa terra!” — fa sapere Maria Pia Ferrante che lo ha distribuito.

Il cortometraggio di Favino (junior, potremmo scrivere, auspicando il successo dell’omonimo Pier Francesco) narra la vita dell’uomo comune, in particolare quella scandita da alcuni rituali, uno dei quali, il più importante, è la quotidiana cena in famiglia. Un momento in cui ogni componente del nucleo familiare lascia libero sfogo alla propria identità. Il protagonista (interpretato da Francesco Francavilla) che rappresenta un uomo comune, appunto,  ha egli stesso dei limiti o semplicemente una pazienza messa duramente alla prova; esauritasi, infatti,  ogni rumore, qualsiasi gesto, diventano amplificati e ridondantI, così l’unica soluzione possibile sembra essere quella di farla finita.

In questo caso, allora, chi risulta essere veramente sacrificabile, l’uomo comune o i suoi familiari? E nel caso in cui ci si liberi di tutti, si è liberi davvero anche dai propri problemi o emerge qualcosa scritta nella pozzanghera della propria identità?

La Gabbia, allora risulta essere innanzitutto una condizione umana oltre che fisica; in rMEGLIquesto cortometraggio la sorte agisce con ironia e il karma la fa da padrone. Qual è il confine dunque tra vittina e carnefice?

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Redazione
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