Futuro incerto per il personale della Fondazione Bonomo di Andria, l’Ente di ricerca per la Ricerca e la sperimentazione in agricoltura. Il prossimo 30 giugno si concluderanno gli ultimi progetti di ricerca, che già avevano consentito la riapertura della struttura. In quella data scadranno anche i contratti di lavoro del personale. Per questo gli stessi dipendenti hanno inviato una lettera aperta alle massime autorità istituzionali del Paese e del territorio, proprio per accendere nuovamente i riflettori su un’importante realtà scientifica che, nonostante le tante difficoltà degli ultimi anni, continua a rappresentare un avamposto fondamentale per assicurare ai produttori agricoli crescenti successi sul mercato.
La storia della Fondazione Bonomo, dopo anni travagliati riapre il 1° agosto dello scorso anno, riassumendo il personale e altre figure professionali, grazie ai fondi ricevuti per lo sviluppo di diversi progetti di ricerca. Il Riordino delle Province e il guano burocratico, però, hanno definito la definitiva chiusura dell’Ente alla conclusione dei Progetti di Ricerca fissata il 30 giugno con il conseguente licenziamento di tutto il personale. Nella lettera aperta i dipendenti definiscono la chiusura del centro, oltre che ingiusta, anche poco lungimirante perché questa opera per lo sviluppo e la crescita di un settore trainante del Mezzogiorno quale è l’agroindustria.
La riapertura dello scorso anno della struttura, infatti, aveva permesso di ottenere risultati sperimentali molto utili alle aziende che hanno cooperato nei progetti. Di fronte a questo ennesimo caso di mal gestione di centri d’eccellenza la palla ora passa alle istituzioni statali ma anche, e soprattutto, regionali.











