HomeCulturaGli Averla Piccola tornano a cantare i controsensi di Bari

Gli Averla Piccola tornano a cantare i controsensi di Bari

Cinguettavano quando Twitter era ancora la periferia dell’agenda dei media. Complice il primo compleanno del Bilabì, colorato e attivo birrificio artigianale nei pressi del Politecnico di Bari, venerdì 24 aprile gli Averla Piccola sono tornati sul palco, a 3 anni di distanza dalla loro ultima esibizione dal vivo.

Per chi non li conoscesse, il nome del gruppo non deriva dalla presa di coscienza sulle… dimensioni di una piccante parte del corpo maschile, bensì dal nome popolare del Lanius collurio, volatile noto per le sue doti da cacciatore, a dispetto delle misure.

Chissà che la reunion-evento, che ha visto una nutrita partecipazione del pubblico presente, non abbia fatto tornare ai componenti della band – Cristò Chiapparino (voce e chitarra), Giovanni Chiapparino (batteria), Luigi Arciuli (chitarra), Antonello Arciuli (tastiere) e Lelio Mulas (basso)  – la voglia di volare su miserie e luoghi comuni di Bari e prenderle di mira, con testi che nascondono, dietro un’apparente leggerezza, la velata amarezza per “ciò che si potrebbe essere ma non si è”.

Il gruppo ha riproposto lo stesso canovaccio con cui aveva animato serate e locali nel corso della sua militanza. Divertissement, come So’ cose belle – inno alle grazie femminili – o Tarantella di Carrassi – duro J’accuse contro l’egemonia musicale di pizzica e taranta, oppure panoramiche lucide e attente sui malanni che affliggono Bari, dall’impegno sociale ostentato e (quasi) mai davvero vissuto de La rivoluzione alla fotografia di una città impantanata nell’immobilismo, alla costante ricerca di un salvatore della patria, di Se Parigi avesse il Mare.

In mezzo, la surreale dolcezza di Io e te, inno alla coppia intesa come unione di anime libere e non stereotipata costrizione – se davvero mi vuoi bene, dammi un po’ d’indipendenza per sapere com’è senza – e tante, tantissime rivisitazioni di brani conosciuti, pretesti per raccontare storie esilaranti – tra cui, l’aneddoto che vede Fabio Concato disperso nel Sud Est barese alla disperata ricerca di Valenzano – fra miti, espressioni colorite e leggende metropolitane.

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Lino Castrovilli
Lino Castrovilli
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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