Liste civiche praticamente “la stessa cosa” del Partito Democratico, donne capilista ma merce rara nelle liste, giovani fermi al palo nonostante le richieste della base del partito, candidati riciclati dal centrodestra che creano malumori e spingono le sezioni del Pd ad opporsi a Michele Emiliano. Fermento a poche ore dalla pubblicazione delle liste in casa “Dem”, con i giovani democratici, furibondi sia per l’inserimento della consigliera comunale di Bari fino a pochi mesi fa di centrodestra (più suffragata con il Movimento Schittulli) Anita Maurodinoia, nella lista barese, sia per l’esclusione del giovane Francesco Di Noia, nella lista foggiana.
Oggi avrebbe dovuto esserci un incontro, ma al momento è tutto saltato. Intanto Emiliano tenta di ricucire lo strappo, insistendo con la sua linea: “Le liste civiche — dice — sono diretta emanazione del Pd. Di Noia, che merita la candidatura, dovrebbe accettare l’invito a candidarsi in una di esse. Perché i partiti non caratterizzano nulla di particolare, sono strumenti. Non se ne faccia una questione di brand”.
Dunque poca differenza tra Pd e liste civiche, anche se appare lampante l’intenzione del “sindaco di Puglia” in pectore di potenziare al massimo le proprie liste personali, anche a scapito di quelle di un partito in cui troppo spesso ha avuto a che fare con improvvisi mal di pancia.
Altro argomento ad oggi critico è la presenza delle donne. E se non ci sono dubbi sulle sei capilista Pd, la presenza complessiva rischia di attestarsi molto al di sotto della soglia inizialmente prevista del 40%. Ma Emiliano rassicura: “Le 6 capolista Pd, che siano elette o no, saranno riferimenti per l’amministrazione regionale. Avranno tutte ruoli importanti”, e non è difficile immaginarle inserite in una rosa per la prossima Giunta.
Intanto Michele Emiliano incassa il si di Desirèe Digeronimo, che proprio ieri ha presentato la propria candidatura nella lista civica a sostegno dell’ex sindaco di Bari.
“Voglio precisare – ha sottolineato l’ex pm barese – che questa candidatura non è stata scelta da me in maniera individualistica, ma è il frutto di una riflessione anche sofferta e portata avanti per mesi all’interno di un gruppo che ha voluto interessarsi dei problemi della città di Bari. Non voglio che sembri una mia candidatura autorefenziale”.
“In questo momento tutti noi, tutti i cittadini che hanno a cuore il cambiamento devono impegnarsi nella politica. E l’ho fatto mettendo in discussione una professione meravigliosa, semplicemente perchè credo che la politica debba cambiare le cose e che in politica si debbano cambiare le regole di un sistema che molto spesso ha atteggiamenti patologici”.
“Il discorso iniziato alle scorse comunali non poteva che proseguire. Ecco il perchè della mia candidatura: innovare la politica in maniera forte e decisa. Io credo che molti abbiano pensato che la nostra iniziativa fosse stata estemporanea. Non è così. Abbiamo prodotto contenuti e tentato di risolvere dei problemi, anche quando non siamo stati più presenti in consiglio comunale. La volontà che anima il nostro gruppo e che ci vede affiancarci al programma di Emiliano va oltre semplici tatticismi elettorali: vede persone riunite nel tentativo di riportare la politica al servizio dei cittadini”.











