Cinque persone a cui è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini dalla Procura di Foggia dopo la chiusura delle indagini sulla presunta truffa relativa alla ristrutturazione del teatro Umberto Giordano di Foggia. Le accuse sono, a vario titolo, di truffa aggravata, frode in pubblica fornitura e falso ideologico.
L’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato all’architetto Giuseppe Casolaro, ex dipendente comunale, responsabile unico del procedimento e direttore dei lavori di completamento della ristrutturazione del teatro; a Gaetano Centra, addetto al collaudo tecnico-amministrativo, a Francesco Paolo Lepore, addetto alla contabilizzazione dei lavori appaltati, a Salvatore e Gianluigi Raspatelli, rispettivamente legale rappresentante e amministratore unico della Ra. Co. Costruzioni Srl, impresa aggiudicataria dell’appalto da circa 2,7 milioni di euro.
Gli indagati avrebbero dichiarato lavori non ancora eseguiti ottenendo così in corso d’opera il pagamento dell’intera somma.
Il sindaco di Foggia, Franco Landella, e l’assessore comunale con delega al Legale e Contenzioso, Sergio Cangelli, hanno rilasciato in proposito la seguente dichiarazione.
“La notifica degli avvisi di conclusione delle indagini relativamente alla vicenda del completamento dei lavori di ristrutturazione funzionale del Teatro “Umberto Giordano” apre uno squarcio inquietante su una questione che, con ogni evidenza, continua ad avere aspetti poco chiari. Stando all’ipotesi accusatoria il Comune di Foggia sarebbe stato truffato dall’impresa “Ra.co.”, alla quale sarebbe stato riconosciuto il pagamento di lavori mai effettuati. Questo aspetto, qualora fosse dimostrato in sede di giudizio, confermerebbe come gli elementi cupi sono da ricercare nel passato, nella gestione dell’appalto e nelle fasi che hanno portato al pagamento dell’impresa da parte dell’allora Amministrazione comunale”.
“È di tutta evidenza che in caso di rinvio a giudizio per i cinque indagati, l’attuale Amministrazione comunale non avrà un solo attimo di dubbio nel costituirsi parte civile nel procedimento”.
“Con riferimento all’ipotesi transattiva avanzata dalla ditta “Ra.co.” al Comune di Foggia, abbiamo seguito l’iter più giusto al fine di rendere la discussione ampia, partecipata e alla luce del sole, portando la proposta di transazione avanzata dalla ditta “Ra.co.” – attualmente ancora all’attenzione del Collegio dei Revisori dei Conti per il relativo parere – alla discussione del Consiglio comunale in modo laico, senza alcun vincolo di natura politica. Un atto doveroso, giacché è l’Assemblea consiliare l’organismo sovrano in questa materia, e nello stesso tempo finalizzato a conferire la più completa trasparenza al confronto e all’analisi della documentazione prodotta dall’Avvocatura comunale”.











