Ha coinvolto anche la Puglia il maxisequestro di circa 4 milioni di mascherine di 12 tipi diversi di FFP2 e FFP3 destinate ai sanitari, di produzione cinese e non a norma. Una parte del sequestro, ordinato dalla Guardia di Finanza di Gorizia, riguarda infatti una serie di imballi attualmente stoccati nel deposito della Protezione civile regionale pugliese, presso l’aeroporto di Bari. E una parte di essi, già progressivamente distribuiti a tutti gli ospedali pugliesi.
Già nella scorsa giornata di sabato, infatti, la Protezione civile regionale aveva ricevuto una comunicazione della GdF di Gorizia relativa “al sequestro di dpi risultati non conformi alle normative vigenti” ed aveva diramato una circolare con cui in tutti gli ospedali pugliesi veniva disposto il “blocco immediato dell’utilizzo e la restituzione di 12 tipologie di mascherine coinvolte nei sequestri”.
Intanto il dirigente della Protezione civile regionale, Mario Lerario, comunica che sono state accantonate e ritirate dalla distribuzione le mascherine oggetto di sequestro da parte della Magistratura, Procura della Repubblica di Gorizia.
“Il ritiro dei materiali – spiega Lerario – non mette in difficoltà il sistema distributivo della Puglia perché già a partire dalla prima fase dell’emergenza, ci siamo per tempo dotati di una scorta strategica e possiamo contare su una fabbrica pubblica di proprietà della Regione che produce DPI, quotidianamente attiva e pronta ad incrementare ulteriormente la produzione in caso di necessità. Per questo, siamo in grado di far fronte senza impatto a questo tipo di imprevisti e, in ogni caso, a coprire il fabbisogno regionale per almeno due mesi”.
Per i dispositivi attenzionati dall’autorità giudiziaria è stato disposto l’immediato blocco della distribuzione, ed il richiamo dei medesimi: questi saranno convogliati presso un deposito appositamente individuato per essere messi a disposizione dell’autorità giudiziaria.











