HomePoliticaFusione Presicce-Acquarica, Pagliaro (LPD): “Sì alle unioni non alle fusioni di Comuni”

Fusione Presicce-Acquarica, Pagliaro (LPD): “Sì alle unioni non alle fusioni di Comuni”

Prosegue in Regione Puglia il focus della VII Commissione sulla fusione dei Comuni Presicce-Acquarica. Dopo una riflessione generale, svoltasi nella seduta precedente, sull’unificazione dei comuni, unica esperienza in Puglia, con quella di oggi sì è voluto approfondire il tema sotto l’aspetto della gestione amministrativa.

Su richiesta del consigliere Antonio Gabellone, sono stati ascoltati i capigruppo consiliari di “Comune impegno” e SiAmo la città” e gli ex sindaci dei Comuni di Acquarica del Capo e di Presicce. Per conto della presidenza della Giunta regionale ha partecipato il dirigente Antonio Tommasi. L’esigenza è nata per capire gli effetti del processo di fusione realizzato sulla scorta di un puntuale approfondimento, anche per giungere ad eventuali scelte successive.

Il già sindaco di Acquarica del Capo Francesco Ferraro, ha evidenziato che ci sono due malesseri derivanti da chi non voleva la fusione e da chi sta prendendo atto di ciò che sta accadendo all’interno della nuova amministrazione. Da parte sua è stata un’esperienza importante per due comunità da sempre integrate, con perimetro urbano senza soluzione di continuità e senza differenze culturali. C’è stata la volontà che andava verso la fusione dei comuni e oggi è necessario avere una riorganizzazione dei servizi, che tenga conto della comunità unificata. Oggi invece si assiste ad una gestione che prosegue nell’adozione di atti separati e distinti, considerando ancora le due comunità separate. E questa gestione, fortemente divisa sul territorio, non aiuta la cittadinanza ad esprimersi favorevolmente. Se oggi la fusione non sta dando risultati non è responsabilità di chi ha seguito il processo di fusione secondo le normi vigenti.
Nell’esprimere il suo punto di vista, l’ex sindaco di Presicce Riccardo Monsellato, ha rilevato che l’identità non è un fatto statico, ma muta nel tempo e che la fusione rappresenta la scelta consapevole di puntare sul cambiamento, senza rinnegare in alcun modo la storia delle due comunità.

Ciò che ha spinto a contribuire alla nascita della nuova realtà andava nella direzione di avere una gestione più dinamica.

Il capigruppo Rocco Duca di “SiAmo la città”, ha ribadito che, nonostante il suo punto di vista favorevole alla fusione, è stato commesso un grosso errore a dare seguito ad un processo così importante, con l’esiguità del consenso pari al 25 per cento dei cittadini aventi diritto al voto. In più, il malcontento non si attenua, in virtù della mala gestione dei servizi ai cittadini. Mentre, per il capogruppo Giacomo Monsellato di “Comune impegno”, pur avendo fatto parte del comitato non favorevole alla fusione, oggi è il momento di pensare ad una sola comunità, dando seguito ad un confronto e coinvolgimento, nonostante le diversità interne presenti. Ha anche stigmatizzato le modalità affrettate messe in atto per procedere al Referendum, senza alcuna giustificazione e senza aver messo in chiaro un vero processo di fusione, motivo per il quale oggi si vive in una situazione di caos.

A margine delle audizioni è intervenuto Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani.
“L’unica esperienza che abbiamo maturato in questa regione riguarda Presicce e Acquarica del Capo, in provincia di Lecce, e tra i cittadini abbiamo registrato malcontento. Qualora non fosse chiara, oggi ho sottolineato ancora una volta quella che è la nostra posizione.  Siamo contro le fusioni. Il mio movimento ha preso posizione per il no, abbiamo cercato di mettere in guardia dal rischio di un colpo di spugna che cancella identità, storia, e recide le radici, solo per avere qualche beneficio economico che poi è tutto da appurare. Diciamo no alle fusioni, questo sia chiaro, ne facciamo una questione di principio, di ideali”.

“Quindi crediamo nell’unione dei Comuni, non alle fusioni. Bisognerebbe lavorare in questa direzione, magari prendendo esempio dalle esperienze positive, così come la Grecìa Salentina, perché credo che possano fare la differenza in termini di risparmio, di servizi, di competenze, di efficienza. Questa è la strada da seguire ma non la fusione che non aggrega ma cancella. Ad esempio potremmo pensare di rafforzare l’unione tra i Comuni e gli ARO, con un nuovo statuto e nuove norme, ma non cancellare i Comuni per crearne altri.”

“Tornando al caso di Presicce-Acquarica, pensiamo che siccome il referendum consultivo, che ne ha determinato le sorti, ha registrato un’affluenza molto bassa – e cioè il 34,28 ad Acquarica del Capo e il 41,51% a Presicce – si debba lavorare anche su questo, per assicurare una maggiore partecipazione dei cittadini ad una decisione tanto importante. A tal proposito ho annunciato che ho presentato una proposta di legge che discuteremo proprio per rendere più partecipate queste consultazioni. Per una questione di trasparenza e democrazia dovrebbero essere validi, nei casi delle fusioni, solo i referendum a cui partecipa almeno il 50% degli aventi diritto al voto”.

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Redazione
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