Si dibatte molto spesso sulla reale valenza che potrebbero avere i giochi da casinò. Per alcuni sarebbero soltanto un banale vezzo, una passione paragonabile a quella per il calcio, le uscite in bicicletta o la lettura. Un hobby, insomma. Sul fatto che in linea di massima ci sia un fondo di componente hobbistica credo sia impossibile fare polemica, ma bisognerebbe sforzarsi di guardare oltre. I giochi casino sono diventati un simbolo popolare, un vero e proprio organo pulsante di quel grande snodo di vene e arterie che è la cultura moderna. Il fatto che al giorno d’oggi il casinò trovi il massimo della propria espressione con la propria variante online non è di sicuro un problema o un ostacolo. Per la verità, i casinó online hanno portato il mito del gioco in tutte le case degli italiani, soprattutto in quelle dei più pigri che non hanno mai assecondato la propria voglia di gioco per tutta una serie di motivi. Quindi no, i casinò online non stanno affatto distruggendo il mito, bensì stanno aiutando a sdoganarlo ancora di più rendendolo accessibile a tutti, ovviamente nei limiti d’età che la legge prevede.

Casino fisici e casino online

Che si parli di casinò “fisici” o di casinò online, resta un semplice fatto: i giochi fatti di fiches, carte, roulette e slot sono entrati di prepotenza nell’immaginario collettivo, andando a influenzare anche quelle che sono le produzioni artistiche per eccellenza che il consumatore medio agguanta sul mercato. Per esempio, abbiano smesso di contare i film che si snodano e si sviluppano nella tipica ambientazione del casinò. I generi sono piuttosto vari. Abbiamo drammi, film d’azione, spionaggio, ma anche pellicole più leggere come commedie e demenziali. Qualsiasi sia il genere cinematografico, tutti gli appassionati ricordano l’emozione di film come “21″, “Casinò Royale” o “Rounders”. Il fatto che un settore così grande (per non dire titanico) come il cinema strizzi continuamente l’occhio alle case da gioco è un grande punto a favore della nostra teoria.

L’eredità di Dostoevskij

Tuttavia, il cinema non è l’unico fenomeno mediatico ad aver trattato con cura l’ambiente del casinò. Anche la letteratura ha portato in cattedra nomi illustri in ambito di scommesse. Il più altisonante, ad oggi, resta quello del celebre Dostoevskij. Lo scrittore era un grandissimo appassionato di casinò e gioco d’azzardo, con una particolare predilezione per la roulette. Può quindi stupire il fatto che uno dei suoi primi lavori porti il titolo di “The gambler”? Decisamente diretto, lascia ben poco spazio all’immaginazione. Anche media letterari più recenti come manga e fumetti hanno spesso preso in prestito le ambientazioni dei casinò per intrecciare storie avvincenti e piene di colpi di scena.

E che dire della musica? Parliamo di un’arte forse ancora più popolare dello stesso cinema, dotata di una globalità indiscutibile e indissolubile. Anche qui non mancano i richiami. Tanto per cominciare, complici I mezzi economici, cantanti e rockstar tendono a frequentare con particolare frequenza l’ambiente. Uno dei più appassionati è Vince Neil, frontman dei Motley Crue, gambler nato e duro a morire. Tolte le frequentazioni più materiali, non mancano i riferimenti artistici. I Motorhead, ad esempio, hanno infarcito “Ace of spades” di citazioni e riferimenti al mondo del gioco d’azzardo. “Smoke on the water” dei mitici Deep Purple racconta dell’incendio che consumò il casinò di Montreux, in Svizzera. Elvis Presley, il Re assoluto del Rock era solito cantare “Viva Las Vegas”, vero e proprio inno per una delle terre più prolifiche dal punto di vista del gioco e delle scommesse. Anche il premio Nobel Bob Dylan ha più volte dedicato i suoi brani al mondo del gioco d’azzardo, del poker e dei gambler giramondo.

Insomma, i riferimenti culturali che collegano le arti ai giochi da casinó sono innumerevoli, racchiuderli in un’unica pagina sarebbe impossibile. Ora siete convinti del fatto che non sia solo un gioco?

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Redazione
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