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Si conclude l’edizione 2021 della scuola per la Buona Politica della Fondazione Di Vagno

Una scuola necessaria per formare la nuova classe dirigente soprattutto in un momento in cui non ci sono più corpi intermedi come i sindacati o i partiti dove si imparava l’arte del fare e si capiva come fare politica e come amministrare la cosa pubblica.

La Scuola per la Buona Politica della Fondazione Di Vagno, a Conversano, ha proprio questo obiettivo: avvicinare le nuove generazioni alla cosa pubblica e dare loro gli strumenti per gestirla. “Buona” è la parola chiave degli appuntamenti che sino al prossimo fine settimana si terranno nella Community Library del Monastero di San Benedetto, e non sempre l’aggettivo “buono” ha contraddistinto il lavoro nella Pubblica Amministrazione.

La Scuola per la Buona Politica della Fondazione Di Vagno è un appuntamento immancabile da circa otto anni, è una piazza di confronto e dialogo che accoglie chi ha a cuore la partecipazione democratica dei cittadini nella gestione del territorio e chi persegue l’interesse generale in modo del tutto indipendente da interessi politici e partitici.

Per questo le quattro mezze giornate, organizzate con il sostegno di Regione Puglia e Ministero della Cultura in collaborazione con ANCI Puglia e Dipartimento di scienze politiche dell’Università di Bari, approfondiranno – con alcuni dei massimi esperti di amministrazione pubblica in Italia – le ragioni della sofferenza e il funzionamento della complessa macchina della Pubblica.

Ogni incontro prevede una “relazione”, una “controrelazione” e testimonianze dirette.

“La Scuola di Buona Politica, nella nuova versione – ha spiegato Daniela Mazzucca, vicepresidente della Fondazione Di Vagno – mette insieme a discutere e confrontarsi eccellenze sia del territorio sia nazionali, sui temi della modernizzazione e semplificazione della macchina amministrativa. Tema antico, più volte richiamato nei programmi politici, ma ancora oggi (forse) appena avviato a soluzione. Amministratori e funzionari sono, prioritariamente, gli interlocutori della Scuola e per loro abbiamo pensato a workshop durante i quali si pongono problemi e si suggeriscono possibili soluzioni con l’intento, molto ambizioso, di creare una comunità che cresca insieme e sappia realizzare il cambiamento. È una prima esperienza – ha concluso – che replicheremo ancora, correggendola se sarà necessario e arricchendola anche di contributi internazionali”.

Venerdì 18 giugno, a partire dalle 17, si parlerà di “Burocrazia italiana alla prova del recovery plan” con Luisa Torchia docente di Diritto Amministrativo alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma III, Paolo Testa responsabile dell’AREA Studi e ricerche, Politiche per la coesione territoriale e il Mezzogiorno per l’ANCI, e Roberto Venneri segretario generale della Presidenza della Regione Puglia.

A seguire, un incontro sulla digitalizzazione delle Pubbliche Amministrazione con Paolo Donzelli, direttore generale dell’ufficio per l’indirizzo tecnologico nel Dipartimento trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Sabato 19 giugno invece, a partire dalle 10.30, il tema sarà “Il silenzio delle PA e l’arte di comunicare”. Interverrà Leonardo Iacovelli, vicepresidente con delega alle Relazioni Istituzionali e Internazionali dell’Osservatorio Imprese e Consumatori. Fondatore della società Iacovelli and Partners sprl, con sede a Bruxelles e Roma.

Del ruolo delle PA nella transizione ecologica, si parlerà subito dopo con Sabina De Luca esperta di politiche di coesione e Antonia Carparelli consigliera per la governance economica, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

La chiusura è affidata a Luca R. Perfetti professore ordinario di diritto amministrativo.

Le sessioni saranno condotte dal giornalista di Repubblica, Marco Panara.

Tutti gli incontri sono gratuiti e aperti al pubblico previa iscrizione sino ad esaurimento posti.

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Redazione
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