HomeMondo SportCalcioCalcioscommesse, bufera su Brindisi, Barletta e San Severo

Calcioscommesse, bufera su Brindisi, Barletta e San Severo

Il Brindisi doveva vincere il campionato e qualcuno doveva guadagnarne dalle sue vittorie.  La maxi operazione “Dirty Soccer” ha colpito 30 squadre di Lega Pro e Lnd. E in Puglia l’inchiesta travolge Barletta, Brindisi e San Severo. Arresti per Antonio e Giorgio Flora, presidente e vicepresidente del Brindisi, Savino Daleno e Vito Morisco, consulente di mercato e ds del Brindisi, Ninni Corda, allenatore del Barletta, e per William Carotenuto, portiere del San Severo. Le partite sotto inchiesta, per le pugliesi, sono Barletta-Catanzaro, Aversa Normanna-Barletta, Barletta-Vigor Lamezia, Pomigliano-Brindisi e Brindisi-San Severo. E la Procura di Brindisi avrebbe aperto un filone di indagine che coinvolgerebbe anche alcuni tifosi.

Per gli arrestati l’accusa è pesantissima: associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. E le combine viaggiavano attorno alle figure di Mario Moxedano e Antonio Ciccarone, presidente e direttore sportivo del Neapolis. Sotto l’occhio vigile del boss della ‘ndrangheta Pietro Iannazzo viaggiavano due organizzazioni parallele l’una che controllava la Lega Pro, l’altra che seguiva la Lnd.

Le intercettazioni colte dagli investigatori sono agghiaccianti: “L’Andria c’è? Si over 3,5”, dice Antonio Ciccarone ad un responsabile di un centro scommesse. “L’hai messo? Poi giochi Brindisi 1 – continua Ciccarone al telefono con il portiere del San Severo, Carotenuto – Ma di là che testa ha più o meno?”. La partita sarebbe finita 2-1 per il Brindisi contro il San Severo. Discorsi e dettagli incredibili in un’altro pezzo di calcio marcio di questa lunga saga italiana.

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