Tonnellate di reti abbandonate, quintali di gusci di mitili morti dispersi non a norma, rifiuti dati alle fiamme. La mitilicoltura del Gargano in molti casi veniva effettuata in difetto delle più elementari norme di ignene ambientale.
Con 14 misure cautelari e 10 impianti di mitilicoltura sulla costa nord del Gargano posti sotto sequestro. È il risultato della operazione ‘Gargano Nostrum‘, al termine delle indagini coordinate dalla Repubblica di Foggia, svolte sulla costa del Gargano dal Nucleo Speciale d’Intervento del comando generale del corpo delle capitanerie di porto-guardia costiera.
Gli arresti ed i sequestri sono avvenuti a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia, che hanno visto impegnate le forze dell’ordine sulla costa del Gargano, da Lesina a Capoiale.
I reati ascritti agli indagati riguardano “disastro ambientale” e “combustione illecita di rifiuti”.
Secondo gli investigatori le cooperative che gestivano gli impianti avrebbero smaltito illecitamente un’ingente quantitativo di rifiuti prodotti nelle aree in concessione. Parliamo di quasi 30 tonnellate di reste dismesse e non meno di 4 mila tonnellate di cozze abbandonate in mare, i gusci di mitili morti. Illeciti che hanno interessato un’area lunga 60 km nel nord del Gargano, da Chieuti a Capojale.
“Plaudiamo all’intenso lavoro condotto dalla Procura di Foggia e dal Nucleo Speciale d’Intervento del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera in merito all’inchiesta ‘Gargano Nostrum’. – dichiara Ruggero Ronzulli, presidente di Legambiente Puglia – Un’inchiesta che cerca di dare una soluzione ad un problema ambientale che era sotto gli occhi di tutti. Ricordiamo come già la nostra associazione nel 2018 aveva depositato alla Procura di Foggia un esposto-denuncia contro ignoti proprio in seguito al monitoraggio beach litter sulle spiagge di Lesina e Ischitella. Questa inchiesta, inoltre, dimostra come è fondamentale un tavolo istituzionale in cui regolamentare e disciplinare il settore della mitilicoltura soprattutto in chiave di sostenibilità ambientale per evitare che si possa criminalizzare un intero settore economico, causando, dopo quelle ambientali, anche delle pesanti ripercussioni sociali ed economiche. Dal Gargano deve partire l’esempio della possibilità di poter fare economia con il mare in modo sostenibile e la nostra associazione sarà al fianco degli imprenditori che avranno voglia di accettare questa sfida”.











