La parola fine alla consiliatura del Comune di Barletta guidata da Cosimo Cannito arriva da un voto di sfiducia in Consiglio Comunale poco prima della mezzanotte di ieri, a pochi giorni dalla scadenza del termine che avrebbe reso irrevocabili le dimissioni del sindaco.
Una connotazione politica per una vicenda che ormai si trascinava da alcuni mesi e che nemmeno un rimpasto di Giunta è stato in grado di risolvere. Neanche così, però, Cannito è riuscito a trovare i numeri per poter continuare ad amministrare la città portando a termine il suo mandato. Nel nulla è caduto anche l’appello di Michele Emilianod el giorno dopo quando ha chiesto un tavolo di allargamento alla maggioranza regionale della coalizione eterogenea e traballante che ha retto il Municipio di Barletta a partire dal giugno del 2018.
Ora il Prefetto della provincia di Barletta-Andria-Trani nominerà un commissario che traghetterà il Comune fino alle elezioni amministrative nella primavera del 2022.
“La mozione di sfiducia al sindaco Cannito approvata ieri dal Consiglio comunale di Barletta decreta la conclusione di questa amministrazione comunale. Una conclusione facilmente prevedibile, viste le premesse assai fragili su cui si basava da anni l’azione del sindaco Cannito. La vittoria elettorale di tre anni fa è arrivata perché la sua proposta politica non era quella di rilanciare Barletta, ma quella di non far vincere il Movimento 5 Stelle. Questa grande alleanza ha contenuto esponenti di destra e di sinistra, centristi e civici in libera uscita, senza un programma comune o una visione politica condivisa”.
Questo il commento della capogruppo del M5S in Consiglio Regionale Grazia Di Bari.
“A perdere è Barletta, innanzitutto, perché in un momento così delicato e importante della storia d’Italia una città fondamentale per il nostro territorio paga le scelte politiche di tre anni fa. Sembra quasi che dopo ogni elezione la politica barlettana non riesca a sottrarsi ad una guerriglia giornaliera, che destabilizza il sindaco di turno, il Consiglio comunale e la città. Le ultime sedute sono un manuale di ciò che non dovrebbe succedere in politica, dagli sgambetti reciproci al voto sul bilancio, dalla mozione di sfiducia al tentativo di ribaltare la maggioranza che governa la città. Detto questo, questa amministrazione non poteva andare avanti perché ha sbagliato troppo”.
“Non era possibile – sottolinea la Di Bari – coinvolgerci in alcun tentativo di formare una nuova maggioranza che ricalcasse quella in Regione. Fossi stata consigliera comunale a Barletta avrei firmato senza alcun dubbio la mozione di sfiducia, per mettere fine ad una serie di imbarazzi che la città vive da tre anni. Il mio augurio è che la stagione della guerriglia continua finisca con le prossime elezioni e si apra una stagione politica nuova per la città”.











