HomePoliticaImpresentabili: ora è guerra alla Commissione Antimafia

Impresentabili: ora è guerra alla Commissione Antimafia

Pd contro Pd, e come era prevedibile la vicenda degli impresentabili si rivela un boomerang interno per il partito di Renzi e la sua minoranza. Il premier, infatti, aveva preso chiaramente le parti del candidato governatore in Campania Vincenzo De Luca che, all’indomani delle elezioni (e della sua elezione) ha fatto partire la guerra di carte bollate contro il presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi che lo aveva inserito nell’elenco degli “impresentabili” stilato alla vigilia del voto.

L’ex sindaco di Salerno ha presentato ieri la denunzia-querela chiedendo di procedere per diffamazione, attentato ai diritti politici costituzionali, abuso d’ufficio, avvisando poi i sostenitori via twitter. Ferma la replica della Bindi che ha parlato di “atto privo di fondamento, puramente strumentale”, che “non mi crea alcuna preoccupazione”.

“Nel momento in cui il presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi ha reso pubblica la lista dei cosiddetti politici ‘impresentabili’ ha determinato un danno d’immagine, è andata oltre i compiti assegnati dalla legge alla Commissione Antimafia e ha influito sulla formazione della volontà popolare” argomenta De Luca. Il riferimento è alla conferenza stampa convocata dalla Bindi venerdì scorso per rendere nota la “lista nera” che contiene 16 nomi di candidati, 12 in Campania e quattro in Puglia.

Dopo il governatore hanno annunciato azioni anche Luciano Passariello, consigliere regionale della Campania rieletto con Fdi-An, e Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, che ha preso oltre diecimila preferenze ma che non è stata eletta alla Regione Campania.

Ha preannunciato querela ed azioni giudiziarie anche il candidato (non eletto) in Puglia con i Popolari (in quota Realtà Italia) Fabio Ladisa, che ha affidato il suo ringraziamento agli elettori e la promessa di proseguire per le vie legali. “E alla fine voglio ringraziare di cuore – ha scritto Ladisa – le migliaia di persone che mi hanno accompagnato e sostenuto col loro voto non credendo alle diffamazioni della stampa nazionale e al vile attentato ai diritti costituzionali di un manipolo di vecchi politici che ho subito, assieme a enormi danni morali ed esistenziali per cui lotterò fino alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, in attesa di essere risarcito. Io non mi fermo. Continuerò a lavorare sodo per creare delle possibilità di lavoro a tutti. Arriverà il giorno in cui le imprese nella nostra Regione non dovranno più avere paura di assumere! Riparto dagli esposti e dalle denunce formali che depositerò alle autorità competenti nei prossimi giorni”.

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Redazione
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